L’Irlanda prepara la manovra “lacrime e sangue”

    Come previsto dal piano di aiuti, in sostegno delle banche e dell’economia irlandese, il governo di Dublino ha annunciato ieri il varo di una manovra sui conti pubblici, che dovrebbe portare entro il 2014 al taglio di 10 miliardi di euro di spese e all’aumento di imposte sul reddito, per circa 5 miliardi.

    Il taglio delle spese equivale al 20% del totale e include anche il licenziamento di 24 mila impiegati statali.

    La manovra dovrebbe fare rientrare il rapporto tra deficit e pil, entro limiti accettabili. Attualmente si colloca al 32%, un livello spaventosamente fuori controllo.

    Ora, il vero problema sarà l’attuazione dei tagli, in un clima già elettorale, con una maggioranza in forse, dopo la fuoriuscita dei verdi dal governo e il passaggio di due deputati all’opposizione, che non se la sono sentita di presentarsi all’opinione pubblica, come corresponsabili di tale manovra.

    Preoccupante è, invece, l’aumento delle imposte sul reddito, su pressioni dell’Unione Europea. La bassa tassazione era stata il fiore all’occhiello dell’economia irlandese, negli ultimi due decenni.

    Ora si rischia di pregiudicare cos’ la crescita del Paese, quindi i suoi stessi conti pubblici.

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