L’Italia ritorna ad esportare, +10,3% nel 2010

    L’economia italiana è in ripresa e lo conferma l’ultimo dato relativo alle esportazione, una componente fondamentale della domanda.

    Il made in Italy, infatti, segna un +10,3% nel 2010, rispetto all’anno precedente; segno che si sta ritornando verso una situazione di stabilità e di crescita strutturale della nostra economia.

    Lo comunica la Sace, società statale di sostegno all’export, che prevede anche nei prossimi due anni una crescita media delle esportazione dell’8% annuo; dati che riporterebbero il Belpaese ai livelli pre-crisi, nel 2013.

    Per quella data, infatti, il livello complessivo delle esportazioni italiane si dovrebbe attestare a circa 395 miliardi di euro, come nel 2007. Ciò indica che il nostro Paese esporta un valore complessivo di circa il 27% del pil totale, una quota rilevante.

    Questi dati mostrano una tendenza in linea con i livelli di Francia e Giappone, al di sotto della Germania, che beneficia di un boom dell’export, che sta trascinando in espansione l’intera economia tedesca, grazie a recuperi di produttività nel settore manifatturiero.

    Ma si ricompone in modo significativo il nostro export, per tipologia di beni.

    L’Italia sembra esportare più beni intermedi e di investimento e meno beni di consumo.

    In sostanza, il nostro Paese esporta di più prodotti estrattivi, chimici e farmaceutici e meno arredamento, alimentare e tessile.

    Una ricomposizione che la dice lunga sulla non competitività dell’Italia nei settori più avanzati dell’economia. Questi dati, al contrario, ci indicano che le imprese italiane esportano di più nei settori di maggiore eccellenza e di meno in quelli a basso impiego tecnologico, esposti alla concorrenza dei paesi emergenti, come la Cina.

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