Lo Special Five amMOUtolito al Camp Nou: Sorpasso Barça

    Ci aspettavamo una sfida tra due potenze del calcio. Due mondi all’opposto, due modi completamente diversi di vivere il pallone a confronto, in una sfida alla pari senza esclusione di colpi.

    Ma alla fine abbiamo assistito ad un monologo Blaugrana che annichilisce i rivali di Madrid con cinque gol da cineteca, e insegnando loro che le partite si vincono col bel calcio corale, dove non è il singolo a prevalere, ma si gioca per la squadra.

    Non bastano i pochi affondi di CR7 al Real, (si vocifera che alla fine abbia chiesto a Leo Messi l’autografo), il Barcellona li surclassa sul fraseggio, e regala gol che sono pura poesia calcistica.

    Mourinho li aveva sfidati, provocati, e Ronaldo aveva alzato il tiro “Otto gol all’Almeria? Vediamo se li fanno anche a noi.”.

    Rischia grosso con quella frase, Cristiano Ronaldo, il giocatore tutto doppi-passi e dribbling, un fenomeno, certo, che di fronte al calcio semplice di Leo Messi, però, sembra un giocatore mediocre.

    Non che l’argentino fosse nella sua serata più brillante. La pulce, se possibile, ci aveva abituati a molto di più.

    Ma il palo che prende da fermo, e da posizione impossibile con un tiro a giro nel primo tempo, aveva rischiato di far scendere giù il Camp Nou. La Pulce, ha deciso, forse, di risparmiarci le coronarie, prendendo solo il legno..

    Che dire, poi, degli assist, un’enormità, addirittura sprecati in malo modo dai compagni, Villa, e Bojan su tutti, non approfittando dell’abbondanza che il Nostro Signore calcistico aveva loro regalato?

    Ma parlare solo dei singoli, in una partita come quella di ieri sera, sarebbe ingeneroso, visto che gli altri singoli per cui il 10 in pagella sarebbe un voto basso, hanno il nome di Iniesta e Xavi, due geni della palla rotonda.

    Bisogna, dicevamo, parlare del gioco nel complesso. Dice tutto la statistica che parla di un minuto e 15 secondi di possesso palla continuato, che poi ha portato al gol di Pedrito.

    E sarò ripetitiva, forse, ma è da porre in evidenza che nove giocatori, Abidal (il peggiore dei suoi, un caso?), e Villa a parte, sono prodotti della cantera Blaugrana, in netto contrasto con i quasi 400 milioni di euro spesi da Perez nelle ultime campagne acquisti: forse per vincere non serve solo il denaro.

    Così come non serve la spocchia, le provocazioni di Mourinho, cui Guardiola ha risposto sul campo, affrontandolo a testa alta, e vincendo non sulle copertine delle riviste, ma sul prato verde, dove quel ragazzo quarantenne ha sempre mantenuto umiltà e rispetto per gli altri.

    Un rispetto che Mourinho e il suo alter ego in campo Cristiano Ronaldo, non hanno certo portato loro. Emblematica la spinta di CR7 a Guardiola per riprendersi il pallone, che poi ha scatenato la prima delle due risse tra le squadre.

    Probabilmente queste le note stonate di una serata magica.

    Alè Campeones!

    [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DWqrLvKzFKQ[/youtube]

    Ricerca personalizzata