Sono sempre di più gli studi che dimostrano come alte fonti di stress, oltre a non giovare all’umore ed alla qualità della vita, possono contribuire all’instaurarsi di diverse malattie. Quando si è sotto stress tutto l’organismo è in costante stato di allerta, risponde in maniera diversa ad ogni impulso ed anche gli ormoni subiscono degli innalzamenti, specie il cortisolo, altrimenti noto come ormone dello stress e causa di patologie come l’obesità, la caduta dei capelli, alterazione del metabolismo, diabete di tipo 2, broncodilatazione, etc…

Quello che non tutti sanno è che da un recente studio è emerso che lo stress può causare danni ancor prima della nascita. A portare alla luce questo pensiero è il progetto europeo LifeCycle nato per la creazione del primo European Child Cohor Network, che con un finanziamento di 10,4 milioni di euro, ha deciso di studiare 250mila neonati con relativi genitori per realizzare una politica di prevenzione incentrata sulla prima fase della vita. L’idea alla base è quella di individuare i fattori che influiscono sullo sviluppo ed il rischio di alcune patologie.

L’università di Torino, che è anche l’unico partner italiano del progetto, avrà il compito di sviluppare una componente in grado di creare gli indicatori che possano valutare l’impatto dello stato socioeconomico sui tre punti cardine del progetto che sono la salute mentale, cardio-metabolica e respiratoria.

Lo scopo finale è quello di arricchire i dati già a disposizione dello studio con nuovi indicatori:

  • Esposizione ambientale. Inquinamento, rumori esterni, etc…
  • Situazione socio economica. Livello di studio, disponibilità economica familiare
  • Stile di vita. Attività fisica, dieta, sonno, fumo ed alcol

Il consorzio multinazionale che fa capo al progetto riunisce 18 partner diversi provenienti da 10 paesi europei (tra cui Torino, per l’Italia) e dall’Australia.

Fonti: Immagine presa da ansa.it