L’ultima parola di Hanif Kureishi diventera’ un film

Hanif Kureishi ha scelto l’Italia per annunciare, in anteprima mondiale, che la sua nuova opera letteraria, L’ultima parola, diventerà un film.
“Ho già preparato la sceneggiatura, anche se ci devo ancora lavorare , verrà prodotto dalla Working Title Film e vorrei che ci fosse Ben Kingsley” ha detto l’autore.
Il romanzo che fa di amore e soldi i temi centrali, si presenta come un sicuro successo già dal suo esordio.

Dalle prime pagine si intuisce, anche per chi non ha mai letto Kureishi, la forza della sua scrittura che delinea le emozioni e le banalità della vita quotidiana. I personaggi e gli eventi sono così vicini alla vita quotidiana, che sembra di leggere la storia di qualcuno che conosciamo.
Il protagonista è Harry, un trentenne inglese di professione biografo che piace alle donne e trova adorabile e confortante la pratica del sesso.
Quando gli viene assegnato il compito, dal suo editore ubriacone e spregiudicato Rob, di biografare il famoso scrittore indiano Mamoom Azam, inizia uno scambio di vedute e obiettivi, anche perchè lo scopo è quello di scoprire le nefandezze di Mamoon, il suo narcisismo estremo e il suo sadismo nei confronti delle donne.
Il libro inizia con l’arrivo nella casa di campagna inglese dell’indiano dove vive con la seconda moglie Liana, un’italiana sulla cinquantina isterica e sensuale.

È una donna gelosa ed autoritaria che pensa di sfruttare Harry come un nuovo membro della servitù e lo tiene all’oscuro di tutte le cose più interessanti e compromettenti della biografia del marito.
Nelle sue ricerche scopre che le donne passate nella vita di Mamoon sono tre: la prima Peggy, morta dopo una depressione, la seconda Marion rovinosa e affasciinante, ex amante dell’indiano, che per lei lasciò Peggy e che fu lasciata per Julia.
Il biografo, incalzato dall’editore, incomincia ad avere degli incubi, tenta di sfuggire alla presa di Liana, e inizia una relazione con la cameriera Julia, con le sue forme tonde e innocentemente sensuali. Anche Julia si getta tra le braccia di Harry il quale se la portta a letto in modo partecipe e caldo senza curarsi della sua fidanzata Alice.
Sull’orlo del fallimento del suo incarico, Harry pensa di far venire in campagna Alice e il suo arrivo si rivelerà risolutivo e disastroso nello stesso tempo.

Harif Kureishi torna con una commedia, dove mette a nudo i sentimenti umani, i vizi (molti) e le virtu’ (poche) di una famiglia.
Nei discorsi dei personaggi traspare sullo sfondo la crisi finanzairia, come sintomo e motore della fragilità umana anche dell’amore, narrato con un distacco che sfiora il cinismo e che denuncia lo sfilacciamento dei rapporti affettivi del nostra tempo.
“Solo cambiando amante spesso ti senti sempre al sicuro” dice Marion ad Harry. “Non soffri mai la mancanza di qualcuno” e senza sacrificio non c’e’ amore.
Si ritrovano anche la vulneabilita’ interpersonale e i dolorosi conflitti interrazziali e Mamoon viene descritto con le sue lacerazioni, come un suddito che ha lasciato la colonia di Sua Maesta e sembra abbia tradito le sue radici.
Kureishi e’ il simbolo di prospettive culturalmente trasversali. Nasce nel 1915 da padre pakistano e madre inglese, e condisce di humor irriverente la capacità fantastica di critica sociale.

Nel L’ultima parola i personaggi respirano quasi, mostrandosi terribilmente umani per contraddizioni, interrogativi, sfumature psicologiche.indeterminatezza delle scelte.
L’ultima parola ha varie direzioni di senso. Ha l’ultima parola la scrittura che ferma il tempo, fissa un significato, riempie di memoria frammenti esistenziali,, ponendo al centro l’intreccio tra la genialità di un vecchio indiano affermato e l’arroganza intellettuale di un giovane intellettuale frustrato.
Infine è libertà l’ultima parola che chiude il libro, di vivere, parlare, pensare. E la capacità di Kureishi di rendere leggeri temi come il razzismo, l’immigrazione, l’impatto dell’Islam nel mondo occidentale.

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