L’ultimo appello di Maradona in lotta col fisco: “Italiani vi capisco bene, ma non suicidatevi, lottate”

    Il clima di tensione ed esasperazione sociale che percorre tutta l’Italia sta ormai varcando i confini del nostro Paese. Sulle tragiche vicende che coinvolgono sempre più persone che scelgono proteste estreme contro il fisco, interviene oggi anche Diego Maradona, che come i più ricorderanno ha da molti anni un conto in sospeso in materia di tasse proprio con Equitalia. In una intervista telefonica rilasciata da Abu Dhabi e ripresa dalle principali agenzie di stampa, il “pibe de oro” afferma di comprendere perfettamente lo stato d’animo degli italiani tartassati, e rivela che nei momenti peggiori degli ultimi lunghi 25 anni gli era persino balenata l’idea di suicidarsi.

    “L’ossessione e la disperazione che mi provocava l’ingiustizia subita mi tornava ogni qualvolta tentassi di tornare in Italia. Ma ho avuto la forza di resistere. Posso capire chi non ce la fa, so cosa si prova dentro” racconta il campione che fece sognare Napoli come nessun altro, e spiega di voler vincere la “battaglia” che lo oppone al fisco, anche per tutte le altre “vittime di Equitalia”.

    Parole pesantissime, dunque, che non mancheranno di alimentare polemiche proprio mentre il timore di una escalation di atti di violenza contro le Istituzioni dello Stato viene preso molto sul serio dai massimi esponenti del Governo. L’ex calciatore invita però coloro che “cadono in uno stato depressivo a causa delle cosiddette cartelle pazze” a non arrendersi e fare violenza su sè stessi ma a lottare, reagire come ha fatto lui per cercare di vincere e rivolgendosi poi direttamente ai familiari di Pietro Paganelli, l’imprenditore napoletano che fa ha tentato il suicidio ed è ancora in coma all’ospedale Loreto Mare, esprime la sua vicinanza: “Le istituzioni dovrebbero tutelare i cittadini onesti e invece c’è persecuzione nei confronti di tanti cittadini. Adesso l’opinione pubblica sa tutto ed è più vicina ai tartassati e alle vittime del fisco e delle banche”.

    La vertenza da ben 40 milioni di euro sarà dibattuta il 17 maggio prossimo, data in cui Maradona si presenterà per l’udienza alla commissione tributaria, ma non sembra nel frattempo svelenirsi il clima pesante con il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, che in una intervista al magazine Sette del Corsera si è detto piuttosto convinto che Maradona dovrà infine pagare il suo debito con lo Stato: “C’è una sentenza definitiva. Deve al fisco molti soldi e gli interessi galoppano da anni. Non può pretendere di avere sconti“.

    Parole che hanno suscitato una reazione dura dei legali del calciatore, gli avvocati Angelo Pisani e Angelo Scala che sostengono l’esatto contrario, ossia che non vi sarebbe alcuna condanna a carico del loro assistito, anzi un proscioglimento, ed hanno deplorato le esternazioni di Befera: “Oltre ad essere evidentemente strumentali ed offensive per i giudici chiamati a prendere una delicata decisione, appaiono – se non frutto di sospetta chiaroveggenza – quanto meno l’espressione di una preoccupante tendenza, da parte di un funzionario dello Stato, di condizionare l’operato della magistratura chiamata a dirimere la controversia“.

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