Maltempo, ancora danni. Un morto e centinaia di sfollati tra Marche, Abruzzo e Basilicata

L’ondata di maltempo continua ad infierire sull’Italia: il versante adriatico del centro-sud è in ginocchio, mentre nelle Marche si lavora per scongiurare il peggio. Non che nessuno avesse avvertito. In un comunicato stampa, la Protezione Civile aveva annunciato già da domenica forti temporali su tutte le regioni adriatiche e sulla Sardegna. Purtroppo neanche stavolta si è riusciti a contenere i danni: oltre ai disagi in città, sono aumentate ancora le vittime di questa impietosa stagione.

Solo nel pomeriggio infatti è stata recuperata la macchina dentro cui ha perso la vita Annamaria Mancini, 57 anni; la donna, accorrendo in aiuto dei genitori in difficoltà, verso le cinque di ieri mattina è rimasta bloccata dentro un sottopassaggio tra Pescara e Sanbuceto (Chieti). Si è affrettata a chiamare il marito, ma l’acqua è stata più rapida dei soccorsi (arrivati da Ancona verso le 11:30): la donna è affogata prima che potessero raggiungerla. “Non doveva accadere” ha commentato Silvia Santoro, il magistrato che ha aperto un fascicolo sul caso. Resta infatti da chiarire se il sottopassaggio fosse o meno transennato al momento della disgrazia.

L’emergenza si fa sentire da nord (a Genova un volo è stato dirottato per il forte vento) a sud, anche se proprio in queste ultime zone l’allerta è maggiore. Ma già nelle Marche la situazione è preoccupante: sono esondati i fiumi Potenza, Chienti, Tenna e il Tronto, due ponti sono crollati e sono stati fatti evacuare alcuni abitanti di San Ginesio (Macerata), Carassai (Ascoli Piceno), Casette d’Ete (è straripato anche l’omonimo fiume) e porto Sant’Elpidio. “L’allerta è arrivata solo stamane (ndr: ieri) dalla Protezione Civile, tramite un messaggio su internet e solo dopo l’esondazione del fiume Ete”, spiega una testimone, Rachele Giacomozzi. “Erano state date delle direttive dal sito della Protezione Civile ma purtroppo non eravamo preparati a tanto: ci sono state persone che hanno guidato su strade pericolose, riportando danni alle auto. Ma io ci tengo a dire che grazie alla Protezione Civile di tutta la regione si sta evitando il peggio”.

La situazione si è aggravata verso sud: in Abruzzo smottamenti, crolli di edifici (fortunatamente disabitati), frane e – l’evento più preoccupante – l’esondazione del fiume Pescara hanno indotto le autorità a richiedere lo stato di emergenza. “Sui colli tra Pescara e Montesilvano il problema sono le frane: alcune collinette hanno bloccato la strada con terra e qualche albero, ma già si sono mobilitati per liberarla. La situazione è più grave verso valle, nella zona tra l’università, lo stadio e la Tiburtina. Comunque il comune di Pescara non era e non è tutt’ora preparato per questi inconvenienti”, dichiara Simone Trave, abitante di Pescara.

Non è assolutamente la prima volta che succede una cosa del genere a Pescara e provincia. Oltre ai problemi di qualche settimana fa, anche l’anno scorso a metà settembre ci sono stati notevoli disagi, soprattutto nella zona a sud del fiume, che si allaga puntualmente ogni volta in cui fa più di due gocce di pioggia”.
Si poteva evitare tutto ciò? “Il pericolo lo abbiamo fatto diventare inevitabile noi, perché abbiamo gestito male il territorio, edificando in zone a rischio di alluvione (anche oltre la provincia di Pescara: il centro commerciale Megalò, costruito su un’ansa del fiume, è stato evacuato). E l’amministrazione locale si è dimostrata più volte totalmente incompetente e incapace di gestire la situazione”, spiega Rosamaria Renzetti, studentessa all’università di Chieti e Pescara. “Inoltre, al polo universitario di Chieti fanno lezione ed esami a oltranza, senza tenere conto del fatto che molti ragazzi vengono da fuori, anche da paesini parecchio lontani e mal collegati”.

“Qui è tutto bloccato” spiega Francesca Primavera, parlando della periferia di Pescara: “la strada, completamente allagata, a tratti è stata proprio impraticabile. Gli autobus non passano, muoversi è impossibile. Hanno evacuato alcune abitazioni, ai primi piani l’acqua arrivava fin sulle scale e le taverne erano completamente allagate. I telegiornali o l’organizzazione comunale non avevano dato l’allerta e i risultati si vedono. Io personalmente non me l’aspettavo, anche perché erano stati fatti dei lavori per un piano anti-allagamento”.

Al sud la situazione si è fatta ancora più disastrosa: in provincia di Matera il Basento, l’Agri e il Sinni sono esondati, provocando 180 sfollati. In Puglia quattro uomini si sono salvati per miracolo dopo essere rimasti intrappolati in un canale con i propri mezzi da lavoro e a Ginosa Marina (Taranto) sono state fatte evacuare circa duecento famiglie.

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[Foto: ilpescara.it, Rachele Giacomozzi]

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