Maltempo in Liguria e Toscana, il Procuratore: “C’è la mano dell’uomo”

Proseguono e si intensificano le umide correnti meridionali, rinnovando condizioni di maltempo su Liguria ed alta Toscana. Secondo le previsioni sono attese ancora 36-48 ore di piogge anche abbondanti. Neve nell’entroterra ligure che si mantiene ancora attorno ai 700 metri nel savonese, seppur in aumento nel corso della giornata, mentre è in aumento fin oltre i 1300-1500 metri sul settore di levante. Accumuli abbondanti anche in Garfagnana, dove nelle ultime 36 ore sono caduti fino a 200-240 mm di pioggia. Piogge e temporali che in Toscana insisteranno anche nella giornata di lunedì, mentre un parziale miglioramento raggiungerà la liguria. Allerta per i fiumi e torrenti ormai gonfi per le abbondanti piogge degli ultimi giorni.

Le previsioni dell’Osservatorio Meteo Italiano non lasciano dubbi: anche oggi sarà una giornata di maltempo al nord e al centro e di particolare disagio nelle regioni di Liguria e Toscana. Ultimamente però la situazione si è davvero aggravata: non passa acquazzone o grandinata senza che in qualche paesino della Liguria non venga fuori il problema del rischio idrogeologico.
La regione è stata infatti cementificata senza alcun criterio, contando solo di riuscire a incastrare più case in un entroterra impervio e tagliato da torrenti che, se già per loro natura si gonfiano a causa delle piogge, in alvei sottodimensionati e con argini costruiti male non possono fare altro che esondare.

Anche il Prefetto Ligure ha detto la sua ed ha confermato quello che tutti già pensavano:”questa non è tutta opera della natura. L’uomo deve prendersi una grossa fetta di responsabilità per un fenomeno che fino ad oggi non aveva dato problemi, ma con le abbondanti piogge di quest’anno, non poteva fare altro che uscire allo scoperto in tutta la sua brutalità“.

Quello ligure era un delicato equilibrio che l’uomo ha modificato o addirittura stravolto: palazzi costruiti sugli argini dei fiumi, montagne di terra spostate per creare nuove strade che ora, alla resa dei conti, si trasformano in frane distruggendo ciò che trovano e, con la loro forza tentano di ristabilire l’ordine di cui sono state private.

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