Manchester United, dopo 56 anni la tragedia è ancora leggenda

Nove anni dopo la tragedia del “Grande Torino”, squadra leggendaria che smise di brillare nell’incredibile tragedia di Superga, ci fu un altro terribile incidente che coinvolse la squadra del Manchester United. La squadra inglese aveva appena disputato una partita di Coppa dei Campioni a Belgrado, il pareggio in terra slava era valso il passaggio alle semifinali del prestigioso torneo, dominato in quegli anni dal leggendario Real Madrid di Puskas e Di Stefano.

I Red Devils, prima di tornare nella città inglese, fecero scalo a Monaco di Baviera per un rifornimento di carburante. Dopo aver provato il decollo per ben due volte, il capitano della British European Airways riprovò la manovra nonostante il surriscaldamento del motore sinistro del velivolo. L’aereo sfruttò un pezzo di pista supplementare sul quale si era addensata della neve sciolta che ostacolò l’accelerazione dell’apparecchio portandolo all’inevitabile schianto sulla recinzione aeroportuale prima e su una casa (disabitata) poi. Per molti dei passeggeri non ci fu nulla da fare, l’aereo prese immediatamente fuoco non lasciando scampo a 23 delle 44 persone a bordo dell’Airspeed Ambassador.

Oltre a otto giocatori del Manchester United, nella strage perirono anche tre membri dello staff, otto giornalisti che avevano seguito la squadra nella trasferta e quattro membri dell’equipaggio del velivolo. La squadra inglese fu praticamente dimezzata, ci furono nove sopravvissuti tra cui un giocatore che diventerà una leggenda del calcio mondiale ovvero Bobby Charlton vincitore di un Mondiale e di un pallone d’oro nel 1966.
A bordo c’era anche una signora di nome Vera Lukić con sua figlia Vesna. Vera era incinta del suo ultimogento Zoran, entrambe vennero salvate grazie al provvidenziale intervento di Harry Gregg, portiere dello United.

Nonostante la tragedia, da quel giorno cominciò il periodo d’oro della squadra inglese che è diventata una delle compagini più forti al mondo negli ultimi anni. L’allenatore di quella squadra si chiamava Matt Busby, i suoi ragazzi erano chiamati “Busby babes”. Il sipario sui Busby Babes cala in una magica notte di Barcellona di quindici anni fa. Si gioca la finale di Coppa di Campioni tra Manchester e Bayern, la squadra di Monaco ovvero il teatro della tragedia. Lo United al 90’ è sotto di un gol, ma nei minuti di recupero sigla la più clamorosa delle vittorie, 2-1. Era il 26 maggio, il giorno del compleanno di sir Matt Busby, morto cinque anni prima. I tifosi dei Red Devils presenti al “Camp Nou” giurano che Busby e i suoi Babes erano lì con loro, erano tornati giusto il tempo per portare ancora una volta il Manchester United sul tetto d’Europa.

Ricerca personalizzata