Manovra, molte conferme dal Cdm di ieri

    La manovra finanziaria da 47 miliardi, spalmati su tre anni, alla fine è approdata ieri al Consiglio dei ministri, dove ha ottenuto il via libera del governo nel tardo pomeriggio. Confermata l’entità della manovra e la sua ripartizione nel triennio 2012-2014. Quest’anno, essa graverà per soli 1,5 miliardi, nel 2012 per altri 5,5 miliardi, mentre nel biennio 2013-2014, si avrà una ripartizione di 20 miliardi all’anno.

    Quanto alle misure in essa contenuta, non ci sono state grosse sorprese, rispetto alle indiscrezioni della vigilia; semmai, finalmente, è stato risolto il giallo sulle pensioni delle donne, dopo che negli ultimi due giorni si erano rincorse voci diverse e discordanti. Le donne del settore privato inizieranno ad andare in pensione più tardi solo a partire dal 2020, con una progressione molto soft, di qualche mese all’anno, per andare a regime a 65 anni solo nel 2034. Niente sconvolgimenti, quindi, la misura dell’innalzamento dell’età pensionabile sarà quasi impercettibile.

    Anche l’aumento del bollo sui Suv è meno pesante del previsto, dato che si applicherà solo sulle auto di cilindrata superiore ai 225 CV.

    Confermato l’obiettivo delle tre aliquote Irpef del 20%, 30% e del 40%, così come entra a sorpresa il fisco ultre-leggero sui giovani under 35, che aprono impresa. Sui loro redditi si applicherà un’aliquota solo del 5%. Sull’Iva, invece, ancora non è stato previsto alcun aumento, ma solo l’ipotesi di un probabile aggravio, ma quando sarà avviato il capitolo della riforma fiscale.

    Stretta sul pubblico impiego. Confermato il blocco del turnover e la possibilità di visita fiscale, già dal primo giorno di malattia. 

    Maggiore liberalizzazione per il collocamento, al fine di aumentare le possibilità per il mercato del lavoro.

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