Martin Luther King Day: una ricorrenza speciale per la Nba

In un mondo sportivo in cui il puro business risulta essere la fonte d’attrazione principale, valori e riconoscenza vengono ancora osservati nel Martin Luther King Day: una festa per lo sport americano, una ricorrenza capace di fermare un’intera nazione nell’ossequioso rispetto di una figura che ha segnato in maniera indelebile la storia del mondo. Lo sport americano ha celebrato nella notte l’evento, con l’intera comunità afroamericana raccolta per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per garantire il pieno rispetto dei diritti civili, quando l’odio razziale era ancora il pane quotidiano.

Una storia turbolenta quella che ha accompagnato il pieno riconoscimento di questo giorno di festa. Il 4 aprile del 1968 Martin Luther King veniva freddato al Lorraine Motel di Memphis, Tennessee: un evento che ha sconvolto il mondo intero con la comunità afroamericana pronta a reagire per cercare vendetta. Un leader carismatico, insignito nel 1964 del premio Nobel per la pace, personificazione di un modo non violento di condurre la battaglia per la piena abolizione delle discriminazioni razziali subite dal “suo” popolo. Epoca turbolenta, come lo sono stati i passaggi per il riconoscimento ufficiale di una giornata in suo onore.

Lotte di potere che per 15 anni sono state combattute perché il Martin Luther King Day diventasse una festa nazionale: nel 1983 Ronald Reagan pose la firma sulla legge che istituì questa importante occasione celebrativa, ma solo dal 1993 gli Stati Uniti interi si sono adeguati al dettato normativo, dato che alcuni stati quali Arizona e New Empshire rifiutavano un simile obbligo, limitandosi ad onorare l’accaduto con una generica festa per i diritti civili; la spinta della comunità portò anche gli ultimi dissidenti a rispettare il volere collettivo e la festività divenne unanimemente condivisa.

Il terzo lunedì di gennaio, il giorno più vicino a quello che sarebbe stato il compleanno (15 gennaio) di uno dei pionieri della libertà e dell’uguaglianza civile, viene festeggiato il Martin Luther King Day. Lo sport americano ha una incredibile ascendenza afroamericana e non sono mancati eventi significativi che hanno contraddistinto il percorso di questa storica ricorrenza.

Nella Nba il caso più emblematico è stato quello di Russell e Chamberlain: ai tempi duellanti ad est con le maglie di Boston e Philadelphia, cercarono di boicottare una partita nel 1968 per osservare il lutto. Il loro proposito non trovò facile riscontro e il match venne disputato. La gara successiva venne posticipata per permettere ai due campioni di presenziare alle esequie della prima entità spirituale del movimento afroamericano. Erano ancora lontani i tempi dell’effettivo MLK Day, ma già allora le due eminenti figure del basket americano si mossero per lanciare un chiaro segnale.

Oggi la Nba festeggia annualmente questa ricorrenza: un giorno di giubilo, nel ricordo di uno dei patrioti della nazione: una schedule ricca di partite, giocate nel pomeriggio e, anche in questo caso, il messaggio è fortemente simbolico. In quel pomeriggio del ’68, intorno alle 18.06 avvenne l’omicidio: ogni anno, alla stessa ora, viene alzata la palla a due in tanti parquet americani. Per una sera l’intera comunità cestistica americana non bada ai soldi, al profitto, agli introiti pubblicitari: un mondo parallelo che vive con somma devozione una giornata speciale. Lo sport come mezzo per combattere il razzismo: il Martin Luther King Day è anche questo.

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