Martin Whitmarsh: si ai motori V6 in F1

    Il Campionato Mondiale di F1, nei prossimi anni dovrà per forza di cosa adeguarsi a nuove regole che andranno a privilegiare le emissioni di CO2. Questo, in parte, è evidente dal fatto che Jean Todt, presidente Fia, in un prossimo futuro non ha escluso la possibilità dell’introduzione dei motori elettrici in F1.

    Chiaramente, la Fota (l’associazione che rappresenta i piloti e le scuderie) sta seguendo con molta apprensione le proposte della Fia, che in passato hanno proposto una soluzione dichiarata inaccettabile per alcuni team di F1: motori a quattro cilindri 1.6 sovralimentati. Chiaramente di fronte a questa decisione, alcune scuderie che militano in Formula 1, come Ferrari, Mercedes e Cosworth sono rimaste inorridite, mentre altre come Renault, invece, vorrebbero a tutti i costi l’ introduzione di motori più piccoli.

    Martin Whitmarsh, attuale presidente della Fota, cerca una soluzione intermedia per accontentare sia la Fia che i costruttori come Mercedes e Ferrari che vantano una lunga tradizione nei motori da corsa: secondo lui, l’adozione di motori V6 potrebbe essere una soluzione adeguata.

    Tutto nasce dall’ esigenza delle monoposto di F1, di avere un motore rombante che entusiasmi gli spettatori che assistono al GP. Chiaramente abbassando la potenza e la cilindrata dei motori questo non sarebbe più possibile. Secondo Whitmarsch, un buon compromesso sarebbe rappresentato dall’adozione di motori V6 dotati di turbocompressore.

    Intanto, si avvicina il momento della FIA per rendere definitivo il regolamento tecnico che prevede motori V4 1.6 turbo con KERS di potenza raddoppiata e iniezione diretta.

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