Massa e Webber: dal sogno di un mondiale di Formula 1 all’addio

Felipe Massa e Mark Webber: sono loro a ravvivare la vigilia di questo ultimo appuntamento stagionale della Formula 1 che vedrà le monoposto sfrecciare nello storico circuito di Interlagos, in Brasile. Con il mondiale piloti già deciso da tempo a favore dell’ormai 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel e con il mondiale costruttori dominato dalla Red Bull, al centro dell’attenzione troviamo il cambio di scuderia per il pilota brasiliano e l’addio alla Formula 1 per il 37enne australiano.

Massa lascia, non senza rimpianti, la Ferrari dopo oltre 10 anni, di cui 8 passati da pilota titolare per approdare nel 2014 alla Williams come pilota di punta. La mancanza di risultati ed un rapporto forse ormai logoro con i vertici della scuderia di Maranello hanno portato a questa decisione: “un momento bello, positivo, un cambio per tutti – ha dichiarato il pilota di San Paolo alla vigilia del Gran Premio di casa – Io vado in un’altra squadra, Ferrari con un altro pilota, dobbiamo vivere insieme quest’ultima gara e sarà emozionante. Ci sono i miei tifosi, la famiglia, gli amici, è un posto bello per finire una storia così lunga”.

Una storia che non è stata lontana dall’avere un lieto fine: entrato in scuderia nel 2006 come spalla del 7 volte campione del mondo Michael Schumacher al posto del connazionale Rubens Barrichello, le circostanze lo hanno portato anche ad essere pilota di punta della Ferrari e a sfiorare il titolo mondiale, sfumato solo alla penultima curva dell’ultimo Gran Premio, proprio in Brasile nel 2009, per il famoso sorpasso di Lewis Hamilton alla Toyota di Glock.

Momenti belli, come i primi podi e la prima vittoria nel 2006, ad altri meno belli, come il terribile incidente che lo ha coinvolto in Ungheria nel 2010, anche se Massa ha dichiarato che forse è stato un altro il passaggio peggiore della sua vita in rosso: “L’incidente non è stato un gran momento, ma forse è stato peggio il Gran Premio di Hockenheim del 2010”, riferendosi al discusso ordine di scuderia che lo costrinse a lasciare una vittoria certa a favore di Fernando Alonso, allora il lotta per il titolo.

Se per Massa possiamo parlare di un arrivederci, è un vero e proprio addio alla Formula 1 a portare lontano da questo dorato mondo il pilota australiano Mark Webber. Il 37enne di Queanbeyan lascia dopo oltre un decennio in cui è arrivato, all’apice della carriera, anche a giocarsi il titolo mondiale all’ultima gara con il ferrarista Alonso ed il suo compagno di scuderia Sebastian Vettel nel 2010. Non si tratta di un vero e proprio pensionamento visto che Webber si dedicherà nella prossima stagione alle gare di durata al volante di una Porsche.

Giunto non giovanissimo in Formula 1 per una felice intuizione della Minardi e del suo manager, Flavio Briatore, si dimostra subito competitivo cogliendo uno storico quinto posto nel Gran Premio d’esordio proprio in Australia, uno dei migliori risultati di sempre per la scuderia di Faenza. Dopo 2 anni in Jaguar e 2 nella Williams trascorsi senza grandi acuti (miglior risultato un podio a Montecarlo nel 2005), è il passaggio nel 2007 alla neonata Red Bull a cambiarne, a sua insaputa, la carriera: sarà con il suo contributo, infatti, anche grazie all’avvento nella scuderia austriaca del mago dell’aerodinamica, Adrian Newey, che la monoposto con “le ali” diverrà la migliore del paddock.

“Non avrei abbandonato se non ci fossero state cose che ero contento di lasciarmi alle spalle. Sarei rimasto – ha dichiarato l’australiano – se avessi avuto più lati positivi che negativi. Restano situazioni ancora in grado di ripagarti enormemente in Formula 1. Ovviamente una di queste è guidare la macchina al limite e a certi livelli: Suzuka, Spa, Montecarlo, correre su certe piste è una vera sfida che ti ripaga, queste sono alcune cose delle quali sentirò la mancanza”. Così risponde senza apparenti rimpianti a chi gli chiede se è più quello che lui ha dato alla Formula 1 di quanto quest’ultima abbia dato a lui.

Due strade diverse, dunque, per due piloti che hanno fatto comunque la storia di questo decennio nelle corse, partendo dal nulla e fermandosi ad un passo dal sogno“.

Foto: www.indiancarsbikes.in

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