Matisse ospite a Ferrara tra figura femminile e colore

Dal 22 febbraio fino a metà giugno 2014 all’interno di Palazzo dei Diamanti a Ferrara sarà possibile ammirare la grande arte pittorica di Matisse con la mostra intitolata “Matisse, la figura. La forza della linea, l’emozione del colore“, curata da Isabelle Monod-Fontaine, vicedirettrice del Centre Pompidou e studiosa di Matisse di fama mondiale e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte.

Quel che più mi interessa non è né la natura morta, né il paesaggio, ma la figura. La figura mi permette ben più degli altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita“, questo il manifesto artistico dell’artista che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio della figura umana, soprattutto di quella femminile. Proprio a questo tema è incentrata la mostra di Ferrara.

Palazzo dei Diamanti ospiterà oltre cento opere dell’artista tra dipinti, sculture e semplici bozzetti su carta. Le giovani donne raffigurate rappresentano il vero senso dell’arte di questo artista dedito alla realizzazione della gioia, della sensualità tipiche caratteristiche delle giovani donne dell’epoca. La stessa energia si ritroverà poi nelle sue ultime opere, spesso raffiguranti oggetti e paesaggi.

Elemento di ispirazione delle sue opere sono essenzialmente le sue modelle presenti in studio. Grazie a questa tecnica Matisse coglie ogni piccola caratteristica dei volti e dei corpi femminili tramutandoli in un vero e proprio inno alla bellezza e all’arte.

La figura umana è l’essenza pura dell’arte per Matisse, così come fu per Picasso. Il corpo, soprattutto quello femminile, è rappresentato della sua assolutezza all’interno di uno spazio infinito. La sua capacità di interpretare la figura umana insieme al sapiente uso del colore hanno la capacità di toccare l’animo infondendo una grande sensazione di armonia. Inoltre, cosa da non poco, questa sua capacità influenzò non solo gli artisti suoi contemporanei ma anche le generazioni che lo seguirono.

Tra le opere più significative l’Autoritratto del 1900 conservato al Centro Pompidou di Parigi.

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