Mertens, all’ombra del Vesuvio goal e magie da predestinato

L’incontro tra sacro e profano è sicuramente una peculiarità di Napoli, una città che, per antonomasia, vive di contrasti e passioni. Nel giorno dell’Epifania, i Re Magi che portano i doni ad un San Paolo gremito hanno un nome, un cognome ed un numero di maglia: Dries Mertens, casacca numero 14.

Il fantasista belga, acquistato in estate dal Psv Eindhoven per 9,4 milioni di euro, ha infatti messo a segno una bellissima doppietta, grazie alla quale il Napoli ha superato una Sampdoria gagliarda e mai arrendevole, conquistando tre punti importantissimi che portano i partenopei a due sole lunghezze dalla Roma, fermata da una sempre più capolista Juventus.
Per essere fantasisti a Napoli non bastano i mezzi tecnici e il talento. Per reggere la pressione dei calorosi ed esigenti tifosi napoletani serve infatti una grandissima personalità, cosa che Dries ha sin da subito dimostrato, non temendo per niente la concorrenza di Hamsik, Pandev, Callejon e, soprattutto, di Lorenzo Insigne, il suo alter ego, in questo momento meno concreto del belga.

Il paragone tra il talentino nato e cresciuto calcisticamente all’ombra del Vesuvio e Mertens è inevitabile. I due calciatori infatti hanno caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche davvero simili: per esempio entrambi non fanno della statura, ma della tecnica sopraffina e della velocità il loro punto di forza. Possiamo anche aggiungere che sia Lorenzo che Dries, pur essendo capaci di agire su tutta la trequarti, preferiscono partire da sinistra, per poi accentrarsi e dispensare assist o goal con il piede destro. Inizialmente Rafa Benitez, tecnico che predilige un calcio offensivo e spettacolare, ha preferito Insigne al talento belga, puntando sul rapporto d’amore tra il napoletano ed il pubblico del San Paolo.

Dopo pochi mesi tuttavia, a suon di prestazioni di spessore, Mertens è riuscito a entrare sempre di più tra le grazie del tecnico spagnolo, diventando uno degli elementi imprescindibili degli schemi in attacco di Don Rafa. L’intesa con i compagni è perfetta (vedasi l’assist di Higuain di ieri) ed è destinata a crescere.
La stupenda rete siglata contro la Fiorentina e, soprattutto, la doppietta di ieri hanno incantato e fatto ricredere anche il tifoso napoletano più dubbioso. Dubbi che, se si vanno a guardare i numeri in carriera dell’ala ex Psv, appaiono davvero infondati.
Dopo aver completato il percorso giovanile in Belgio infatti Mertens si trasferisce in Olanda, all’ AGOOV, squadra di seconda divisione, dove in tre stagioni colleziona 108 presenze, siglando la bellezza di 30 goal, attirando le attenzioni dei club di massima serie. Il primo a muoversi sull’allora 22enne Mertens è l’Utrecht. Le due stagioni con i biancorossi sono esaltanti e il passaggio al PSV insieme al compagno Strootman per 13 milioni di euro certifica l’esplosione a livello europeo di questo talentino.
Il biennio ad Eindhoven è straordinario. 37 goal in 62 presenze e una coppa d’Olanda vinta valgono a Mertens la chiamata del Napoli.

Dopo una fase d’ambientamento davvero rapida a soli 26 anni, con questi numeri da predestinato, è il momento per Dries di prendere per mano il Napoli e portarlo verso ambiti traguardi. Il percorso non sarà dei più facili ma con determinazione, fantasia e umiltà l’obiettivo sembra possa essere alla portata di Mertens. Vincere è sempre speciale, farlo a Napoli ti consente di toccare il cielo con un dito. Ed essere alti meno di 1 metro e settanta conta poco. Diego Armando Maradona docet.

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