Metalli preziosi e greggio ai massimi con dollaro ed euro deboli

    Nelle ultime due sedute si conferma la scia dei mercati, che investono sempre più nei beni-rifugio per eccellenza, oro e argento, in un periodo di volatilità dei titoli in borsa e di valute deboli e dalle previsioni fosche.

    Ieri, l’oro ha toccato il suo massimo storico a 1432 dollari l’oncia, sebbene in fine di seduta i valori hanno ripegato verso i 1413,5 euro, con punte minime anche di 1406-1407 dollari.

    Chiude in bellezza anche l’argento, che raggiunge i massimi degli ultimi 30 anni, a 30,75 dollari l’oncia; i valori delle ultime ore erano, infatti, appena al di sotto della soglia dei 30 dollari, ma sul finale è stata abbattuta e superata.

    In risalita anche il greggio quotato a New York, che ieri ha superato la quotazione di 90 dollari al barile, per poi chiudere a 88 dollari. Il brent quotato nella borsa di Londra, invece, dopo aver toccato quasi 93 dollari al barile, scende leggermente a circa 91 dollari.

    A risentirne immediatamente è stato il prezzo del carburante che ha sfondato 1,45 euro al litro.

    E la debolezza del dollaro, in previsione della sua svalutazione ad opera della Fed, non lascia prevedere diminuzioni dei prezzi dei metalli e del petrolio.

    Ricerca personalizzata