Michele Santoro sospeso per 10 giorni dal CDA della Rai

    E’ arrivato oggi il provvedimento, che si attendeva da qualche giorno, da parte del CDA della Rai che su richiesta del dg Masi che ha decretato la sospensione del giornalista. Santoro, non solo, è stato interdetto per 10 giorni a partire da lunedì 18 dalla possibilità di andare in onda con il suo Annozero, ma  gli è stato anche impedito di lavorare in redazione e quindi, sicuramente, una o due puntate  salteranno. La decisione è stata presa in seguito a quanto Santoro aveva detto nella puntata di due settimane fa, quando aveva mandato a  “vaffan…bicchiere”  proprio il direttore generale Mauro Masi al quale questa espressione non era  andata giù.

    Santoro ha già annunciato di volersi difendere da questa disposizione e ha subito inviato una lettera indirizzata al Presidente del consiglio di amministrazione Rai nella quale dichiara con tono risentito:

    “Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze in ogni sede. Ritengo… tuttavia che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa ‘punizione esemplare’, debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal direttore generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo già sottoposto a una partenza ad ostacoli, dopo che ogni settimana deve andare in onda in un clima di tensione, dopo che Vauro e Travaglio sono costretti a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

    Il dg Masi ha replicato in una nota dell’ufficio stampa Rai:

    “Il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Michele Santoro non può essere in alcun modo considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise:

    • l’uso del mezzo televisivo a fini personali;
    • un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale, per una circolare a garanzia dell’equilibrio all’interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione.

    Nessuna censura, ribadisco, nessun attentato alla libertà d’informazione. Le responsabilità di Michele Santoro sono esclusivamente di ordine disciplinare nell’ambito di precise disposizioni aziendali che tutti, all’interno della Rai, sono tenuti ad osservare.

    Non esistono dipendenti più uguali degli altri o zone franche all’interno delle quali sia possibile garantirsi il diritto all’impunità, tanto più quando si arriva ad insultare il Capoazienda in diretta televisiva con una modalità di contenuti ed espressioni che crea un caso che non ha precedenti al mondo”.

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