Microsoft celebra le donne del 2013

Un nuovo anno è iniziato. Un nuovo anno fatto di nuovi propositi, nuove idee, iniziative. Un nuovo anno che, però, deve molto a quello vecchio.

Dal 2013 abbiamo imparato che le tragedie colpiscono tutti, che la gioia e la felicità sono alla base di ogni grande avventura che la vita può offrirci; abbiamo imparato a non lasciare che i nostri errori ci definiscano. Abbiamo imparato che le malattie gravi possono essere meno gravi con la positività, abbiamo imparato ad aiutare senza voler nulla in cambio, abbiamo imparato che la fantasia degli artisti non ha limiti, abbiamo imparato cos’è la morte e cos’è la vita.
Il 2013 ha detto addio a grandi personaggi, accogliendone di nuovi, che, per un motivo o per un altro hanno segnato l’anno appena trascorso.

Ne sono un esempio tutte quelle donne eroiche che hanno dimostrato cosa si possa ottenere con il coraggio, lo spirito di dedizione e la perseveranza, che, a dispetto di tutti i pregiudizi sessisti, sono state forti e hanno combattuto. A loro la casa Microsoft ha dedicato il video The Heroic Women of 2013.

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Queste figure femminili hanno combattuto per la pace, come Malala Yousafzai: studentessa e attivista pakistana, è la più giovane candidata per il premio Nobel per la pace. Parla a favore di coloro che nella civiltà ancora non hanno voce.

Hanno combattuto per tener via, nonostante tutto, la loro passione. Adrianne Haslet-Davis non si è fermata quando, il 15 aprile, l’esplosione della bomba alla maratona di Boston le costò l’amputazione parziale degli arti inferiori; balla ancora e insegna danza. Durante un’intervista per il Boston Hearld ha detto “I just want people to know that you can come out of a situation that might seem like the end of the world and come out stronger“.

Hanno combattuto per loro stesse, come Gabrielle Giffords, deputata statunitense che, dopo un grave attentato nel 2011, non ha mollato, non si è lasciata andare, anzi è riuscita a combattere per tornare attiva nella campagna a favore della libera scelta sul tema dell’aborto, e nei confronti della ricerca sulle cellule staminali.

Hanno combattuto sul fronte, nei paesi dove la guerra è all’ordine del giorno; hanno combattuto per il bene del loro stato, della loro famiglia, dei loro cari.

Hanno combattuto per i loro ideali, come Janet Yellen, attuale vicepresidente della Federal Reserve, nominata da Obama come papabile successore di Ben Bernanke, definendola “una grande guida e la prima donna nella storia che guiderà la banca centrare americana”.

Hanno combattuto per salvare una scuola, proprio come ha fatto Antoniette Tuff che, presa in ostaggio di fronte a 870 bambini, è riuscita a negoziare con Hill con estrema calma, dicendo frasi tipo “Non ti odieremo”, riferendosi a lui prima come “signore” e poi come “tesoro “ e “baby”.

Hanno combattuto per l’uguaglianza, come nel caso di Edith Windsor, che per anni è stata costretta a pagare una tassa di 363 mila dollari al fisco per l’eredità di sua moglie, morta due anni dopo il loro matrimonio, celebrato da un giudice nel 2009, dopo 40 anni di relazione. Ciò non sarebbe successo se avesse sposato un uomo; ma, in fondo, per lei come per altri, l’amore è amore.

Possa il loro coraggio, la loro determinazione, la loro forza ispirarci nel 2014 e oltre.

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