Mirafiori, scontro tra Fiom e Bonanni (Cisl)

    Volano gli stracci tra le sigle sindacali dei metalmeccanici, per il futuro dello stabilimento di Mirafiori.

    Se Bonanni, segretario nazionale della Cisl, vede un’intesa a breve, la Fiom non ci sta e attacca duramente il sindacato concorrente, dichiarando che la Cisl firma ogni carta che le viene presentata da Marchionne; dura replica di Bonanni, che giudica la Fiom non un sindacato, perchè è contraria sempre a tutto.

    Intanto, piovono preoccupazioni sul futuro di Mirafiori; Marchionne lo ha detto chiaro e tondo: i Suv si possono produrre altrove; se non c’è accordo, addio agli investimenti e alla sicurezza dei livelli di occupazione in fabbrica.

    Il governo, dal canto suo, per persona del Ministro allo Sviluppo, Paolo Romani, sta facendo pressing sull’ad di Fiat, affinchè si concretizzino gli investimenti, negli stabilimenti italiani; la moneta di scambio, dice Romani, è un nuovo modo di concepire le relazioni industriali, come avrebbe in mente Marchionne; non certo una flessibilità alla messicana, aggiunge il ministro, ma si tratta di imitare il modello tedesco.

    La partita a tre, quindi, vede impegnati governo e parti sociali, nel raggiungimento di un accordo il prima possibile.

    Marchionne non vuole, ne può aspettare molto. I sindacati lo sanno; lo sa pure la Fiom, che gioca però allo sfascio.

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