Montezemolo sotto attacco non molla. Ma…

    Sono passati due giorni dalla sciagurata gara di Abu Dhabi, che ha lasciato l’amaro in bocca a oltre 10,5 milioni di tifosi, che speranzosi avevano seguito la Ferrari, sognando il titolo mondiale.

    Sappiamo già come è andata. Meno potevamo immaginare che la disfatta nell’emirato si sarebbe trasformata in uno scontro politico-economico, dagli esiti interessanti.

    Montezemolo, Presidente della Ferrari Spa, da tempo sognava di poter entrare in politica, con il famoso terzo polo, forte dei successi ferraristi, potendo vantare un’immagine vincente, così come, a suo tempo, fece l’attuale Premier Berlusconi, quando nel ’94 entrò in politica, vantando i successi dell’allora Fininvest e il periodo d’oro di un rampante Milan.

    Ma ora che la Ferrari ha perso il titolo malamente e che la sua immagine è fortemente compromessa, Montezemolo avrà vità molto più difficile.

    Non a caso è stato il leghista Calderoli ieri ad aver tuonato contro di lui, essendo Montezemolo notoriamente anti-leghista, in funzione del patto nascosto con Fini e Casini.

    Ma l’attacco non viene solo dalla politica a lui avversa. Se veramente decidesse di restare a capo della Ferrari, dovrà vedersela con Andrea Agnelli, che già medita di scalzarlo.

    A poco serviranno le difese d’ufficio (convinte?) di Marchionne e di tutta la scuderia rossa, che ha fatto quadrato attorno al suo presidente.

    Se non si dimettese da solo, in un tempo non molto lontano verrà dimesso. Questa sembra essere la sua fine!

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