MotoGP: Jarez, il ritorno della spallata

Spagna – circuito di Jerez de la Forntera- il terzo gran premio della motogp farà parlare, per giorni e giorni, più per l’ultima curva dell’ultimo giro che per la bella vittoria di Daniel Pedrosa su Honda Hrc.

Una sorta di dejavu; era il 2005 quando nello stesso identico circuito, stessa curva e stesso punto, Valentino Rossi su Yamaha tiro’ una gran staccata a Gibernau, su Honda, contatto con tanto di spallata, Valentino ando’ a vincere in monoruota, Sete, finito nella ghiaia, arrivo’ secondo con tanto di sceneggiata per presunti dolori alla spalla. Fù l’inizio delle polemiche.

Oggi i protagonisti sono diversi, le moto le stesse, a parti invertite.
Marc Marquez il fenomeno spagnolo, dopo una gara spettacolare decide che il secondo gradino del podio deve essere suo. Davanti a se ha il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo che da buon calcolatore non aveva fatto i conti, nemmeno se lo aspettava, che il baby fenomeno gli tirasse all’ultima curva una staccata con relativa spallata e gli soffiasse il secondo posto o la polpetta dal piatto decidete voi come chiamarla.
Fatto sta che come nel 2005, il contatto c’è stato, Marc è arrivato secondo, Jorge ai piedi del podio con un viso tirato e senza stringere la mano al suo avversario che, a fine gara, è andato a scusarsi con lui.

Ora, di questo episodio se ne parlerà a lungo, ci saranno diversi schieramenti e pensieri diversi, io penso che tutti avevano sottovalutato Marquez ad inizio campionato, mi spiego meglio. Non ci voleva la “zingara” per capire il talento del giovane spagnolo, ma nessuno pensava che potesse avere, all’inizio del campionato, una forza mentale e fisica tale da disturbare gli altri fenomeni con tanta più esperienza di lui.
Pedrosa, Lorenzo, per non parlare di Rossi, hanno tante gare e mondiali da raccontare, sanno come sistemare una moto del genere, ne conoscono i segreti di guida e di elettronica. Marc, doveva fare apprendistato ed invece si trova in vetta al mondiale dopo un terzo, un primo ed un secondo posto, mica male per un debuttante anche se di lusso!

Polemiche a parte, va dato merito a Pedrosa di aver vinto una grande gara, a Marquez e Lorenzo di averci tenuti svegli con una bella lotta dettata soprattutto dallo show di Marc che, tra curve tagliate sui cordoli, staccate da panico e traversi da drifting non ci ha fatto mancare nulla.
Altra gara opaca per Rossi dal quale, su una pista “amica” come quella di Jerez e dopo gli ottimi test effettuati su questo circuito, lo aspettavamo quantomeno da podio. Porta a casa, invece, un quarto posto che ci lascia l’amaro in bocca e qualche dubbio in più sulla possibilità di battere quei tre “matti” li davanti.
Il resto è noia. La Ducati, sul suo tracciato test ha battagliato con le Crt, solo Hyden ha salvato la “faccia” all’armata Rossa in pista, inoltre, anche con Pirro con una moto laboratorio.

Da segnalare, e sono un po’ di anni che lo dico, che tutte e tre le classi del motomondiale sono state vinte da spagnoli: Vinales in Moto3, Rabat in Moto2 e Pedrosa, con tutto il posio spagnolo, in Motogp.

Dove sono finiti i tempi, quando con Capirossi, Biaggi e Rossi eravamo noi italiani a dettare legge. L’FMI dovrebbe fare qualcosa, anzi molto più di qualcosa.

Buona spallata a tutti.

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