Motogp: nessuno tocchi Marc Marquez

Non trovando nuovi aggettivi sul giovane fenomeno spagnolo “Marc Marquez“, si iniziano a dire e scrivere un serie di “frottole”.

Dopo l’ennesima dimostrazione di forza messa in piedi ieri dal piccolo “diavolo” sul circuito spagnolo di Aragon, cronisti, giornalisti e non addetti ai lavori si sono divisi sull’incidente a Pedrosa dovuto, secondo molti, all’irruenza di Marc che ha causato, sfiorando il suo team-mate, il distacco di un cavo del traction-control con inevitabile caduta dovuta al “disarcionamento” dalla Honda Hrc del fantino col numero 26.

Ma dico, state scherzando vero?

Se provate, anche in laboratorio, per altri milioni di volte a simulare un episodio del genere, non ci si riuscirà mai.

Le corse sono queste, accade di tutto ma non si puo’ ne dare colpe ne ancora peggio penalizzare un pilota perchè ne ha sfiorato un altro senza volerlo.

Penalizzato per essere andato lungo e aver perso quasi due secondi da Jorge Lorenzo, Marquez ha avuto la forza mentale di resettare l’accaduto, rimettersi in carena raggiungerlo, superarlo e andare a vincere in solitaria.

Mi sembra di rivedere il Valentino Rossi del 2002 quando con la stessa Honda Rcv al debutto, riusciva, anche commettendo degli errori, a rimontare e vincere emozionandoci.

Visto che nessuno riesce a batterlo, ci provano con gli articoli del regolamento, con la voce grossa dei team principal o di altri piloti.

La verità è che Pedrosa è sfortunato e non vincerà nessun mondiale, Lorenzo un grandissimo ma non ha la moto giusta quest’anno, Rossi spettatore non pagante con la testa al 2014 e infine Marquez fenomeno che sta volando al traguardo del suo primo titolo mondiale anche in motogp.

Tutto il resto sono solo “chiacchiere” da bar, fiumi di inchiostro scritto da persone che poco conoscono questo ambiente, che nel ridimensionare la grandezza di Marquez ne fanno ancora più un “eroe”.

Scrivete della fine della Ducati, dell’egemonia spagnola nel motociclismo oppure dei regolamenti certe volte assurdi, ma non “fiatate” su chi col suo stile sta scrivendo nuove pagine del motociclismo moderno.

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