Motogp a-trazione spagnola

Questa volta Jorge Lorenzo non ha voluto rischiare.
Aveva deciso dal mattino, durante il warm up, che avrebbe dato tutto nei primi due giri della gara cercando di scavare un solco incolmabile tra se e il piccolo diavolo Marc Marquez.
Non voleva rischiare un arrivo al cardiopalma come quello avvenuto a Silverstone, dove il “martello” Lorenzo era riuscito, solo in extremis, grazie alla sua esperienza ad avere la meglio e piegare a pochi metri dal traguardo il suo connazionale spagnolo.

È andata proprio così, due giri iniziali come due colpi di doppietta, come due diretti di Tyson messi insieme a stordire gli avversari e metterli ko.
La grandezza di Lorenzo non si è esaurisce solo in pochi chilometri, la regolarità è stata la sua arma vincente. Tutti i giri della gara li ha percorsi con una precisione chirurgica, assecondato da una Yamaha M1 che nelle sue mani era un “bisturi” sull’asfalto del circuito di Misano Adriatico.
La vera battaglia l’abbiamo assistita alle spalle del campione del mondo, dove il Marquez fenomeno ha “asfaltato” prima un deludente Rossi e poi ha vestito i panni da “dirigente Inps” mandando in pre-pensionamento il suo compagno di squadra Daniele Pedrosa.

Che delusione, invece, vedere una Valentino Rossi arrivare nuovamente quarto.

Mai in gara, umiliato da un sorpasso in uno dei punti più difficili del tracciato, una gara solitaria la sua sul suo circuito di casa lì dove lo scorso anno riuscì a emozionarci anche con una Ducati salendo sul secondo gradino del podio.
Sono un suo tifoso, capisco che i due anni sulla rossa di Borgo Panigale abbiano “smussato” la sua lama da guerriero, ma serve una svolta, serve che dimostri prima a se stesso e poi ai tanti tifosi accorsi a supportarlo, che se il 2013 è un anno di “purgatorio”, il prossimo deve essere di “paradiso” altrimenti l’unica alternativa sapete qual è.

Se Sparta piange, Atene di certo non può ridere. Pedrosa ha subito l’ennesima “spallata” dal giovanissimo compagno di squadra ormai numero 1 all’interno del team ufficiale Hrc. La mia sensazione è che il fantino spagnolo neanche quest’anno vincerà il mondiale e sarà destinato a essere un eterno numero 2 come Massa in Ferrari e ancor prima Barrichello.
Voto zero per la Ducati.

Misano è il loro circuito test, Pirro il collaudatore della Rossa l’ha consumato alla ricerca di assetti e prestazioni tali da iniziare a vedere un barlume di luce.
Risultato, 42 secondi presi al temine della gara, 2 secondi al giro su un circuito “corto” come quello di Misano, Dovizioso che inizia a capire che i soldi non sono tutto e forse non fanno la felicità.

Voto 10 alla scritta sul casco di Valentino Rossi “Wish you Were here” titolo della canzone dei Pink Floyd dedicata a Marco Simoncelli.
Sic, tutti vorremmo che tu fossi ancora qui. Sei sempre con noi #58.

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