MotoGP: Valentino Rossi vince, Jorge Lorenzo commuove

Assen, Olanda – Sono trascorsi quasi tre anni dall’ultima vittoria a Sepang, quella gara il Dottore, Valentino Rossi, la vinse di forza consapevole che sarebbe stata l’ultima volta sulla sua amata Yamaha.

Poi il passaggio in Ducati, due anni difficilissimi, complicati tecnicamente e psicologicamente, seguirono l’addio alla Rossa, il ritorno ad Iwata, la pressione di dover vincere e dimostrare, i tifosi, molti quelli da bar, che iniziano a darlo per “bollito”.

Quante cose sono accadute in questi quasi tre anni, quante se ne sono sentite e poi quasi in maniera silenziosa, si arriva ad Assen, l’ “Università della moto” e tac ritroviamo il Valentino Rossi che tutti conosciamo, il nove volte campione del mondo che mette tutti in riga e porta a 106 le vittorie nel suo palmares.
Si era visto dal giovedì, Rossi dopo i test di Aragon, aveva trovato quello step che gli mancava sulla sua moto, quella taratura di forcella che gli ha consentito di essere più incisivo in frenata e di guidare su un setting più vicino al suo. In gara, dopo due giri era in testa, al quinto realizza il suo miglior giro (non gli capitava da tantissimo), un passo gara impressionante con tutti i mastini che gli mordevano il posteriore, poi il traguardo e l’esultanza.

Queste le parole di un sorpreso Valentino Rossi: “Sono ancora incredulo, bello tornare a vincere dopo cosi tanto tempo. Ho lavorato tanto con tutta la mia squadra. Ringrazio tanto la Yamaha per avermi dato un’altra possibilità. Son partito bene, andavo forte dall’inizio. Riesco ad essere forte in frenata ora, è questo il grande passo avanti.

Se l’impresa di Rossi ci ha emozionato e fatti saltare dal divano, quella di Lorenzo ha commosso tutti. Io ancora non riesco a capire come si fa a saltare in sella a 24 ore da un operazione alla clavicola e fare una gara del genere. Un essere umano normale non si sarebbe mosso dal letto nemmeno per andare al bagno lui invece, Jorge, è riuscito per buona parte a stare con i primi a perdere pochi punti nei confronti di Pedrosa e le sue lacrime ai box dopo la gara resteranno impresse nella mente di noi tutti. Grande Lorenzo, grazie per la lezione di vita che hai dato oggi.

Non possiamo non citare il solito fenomenale Marquez, anche lui con due dita infortunate durante una caduta, che con la sua guida spettacolare è riuscito ad agguantare il secondo gradino del podio. Terzo, ormai non fa più notizia, Cal Crutchlow con la Yamaha satellite del team Tech 3 che partito dalla pole ha dovuto rincorrere per tutta la gara, ma alla fine il risultato gli ha dato ragione. Gara abbastanza incolore per il leader del mondiale, Daniel Pedrosa a lungo secondo dietro Rossi, ha ceduto prima la posizione a Marquez e poi a Crutchlow finendo quarto all’arrivo. Giornata nera per Ducati qualcuna, dicono, stia ancora arrivando al traguardo, ormai di parole e fiato ne abbiamo sprecato troppo, servono i fatti.

Finalmente suona l’Inno di Mameli, dopo anni finalmente sventola di nuovo il tricolore sul gradino più alto del podio del motomondiale.

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