Napolitano allontana i sindaci della Terra dei fuochi [Intervista]

Sindaci, delegati della provincia di Napoli e il presidente dell’ordine degli avvocati di Napoli si sono recati stamane al Maschio Angioino per incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita ufficiale nella sua terra per celebrare il ricordo delle Quattro giornate di Napoli. Durante questa occasione, abbiamo avuto modo di intervistare Vincenzo Caso, il sindaco di Frattaminore, uno dei tanti comuni della Terra dei Fuochi, che denuncia “Stavamo lì per esprimere non solo preoccupazione e sgomento per quanto sta avvenendo nei nostri territori, ma anche disagio nei confronti di scelte politiche che penalizzano chi è costretto ad operare in un costante stato emergenziale”.

Tuttavia, l’incontro non c’é stato. Perché?
“Una volta all’interno del Maschio Angioino, alcuni agenti delle forze dell’ordine ci hanno invitato a lasciare il perimetro del castello. A causa delle nostra insistente richiesta di spiegazioni, siamo stati avvicinati dal responsabile della sicurezza del Quirinale, il quale ci ha fatto capire che la nostra presenza era inopportuna, che si trattava di un evento privato, per presenziare al quale era necessario un invito. Pensando che si trattasse di un problema logistico, abbiamo dato la nostra disponibilità ad assistere alla celebrazione anche in piedi, ma nemmeno così ci é stato permesso l’ingresso. Sembrava quasi che si stesse celebrando un matrimonio”.

Traspare molta amarezza dalle sue parole.
“É una vergogna, é stato dato uno schiaffo ad un intero territorio. Quando indossiamo la fascia tricolore rappresentiamo una comunità e oggi non eravamo 15 sindaci che volevano sentire parole di conforto dal presidente della Reppublica, ma 600mila cittadini che ci onoriamo di rappresentare. Eravamo lì per dare voce ai nostri concittadini, rimasti per troppo tempo inascoltati”.

La presenza degli avvocati accanto ai sindaci é significativa di un disagio diffuso per dei tagli di spesa imposti dal Governo, che rischiano di vanificare gli sforzi di contrasto alla criminalità?
“Bisogna capire che la nostra é una regione sotto attacco chimico da parte di terroristi ambientali. Da un lato c’é la criminalità organizzata, che dispone di risorse in grado di creare un business internazionale per lo smaltimento di ogni tipo di rifiuto e dall’altro si scarica la responsabilità di fronteggiare il fenomeno sugli enti locali, che dispongono di mezzi e risorse, che paragonate a quelle della camorra, sono quasi da giovani marmotte. Allo stesso modo, c’é il binomio pericoloso tagli alla giustizia-svuota carceri, perché c’é il rischio di aumento di episodi criminosi in un contesto di grande confusione di tutta la giustizia italiana e la presenza oggi del presidente dell’ordine degli avvocati é un segnale inequivocabile di quanto sia grave la situazione. La verità é che, a livello nazionale, non si é ancora capito che la lotta alla criminalità é legata indissolubilmente alla soluzione dei problemi ambientali. Se non si capisce questo, é inutile qualsiasi altro tipo di soluzione”.

Vincenzo Caso

I dati dicono di un aumento di morti per tumori nella terra dei fuochi. Eppure, si nega un nesso di causalità tra questi due aspetti. Cosa ne pensa al riguardo?
“Questa é la più grande bugia italiana degli ultimi decenni, ci hanno dipinti per anni come sporchi, brutti e cattivi, incapaci di realizzare politiche ambientali. La verità, come si è visto, é ben diversa. Sotto i nostri piedi ci sono rifiuti provenienti da ogni parte di Italia e di Europa. Hanno inquinato le nostre vite e la nostra economia. Eppure, la tendenza a ricondurre il problema della terra dei fuochi ad un fenomeno locale, quasi di costume, c’è ancora. Bisogna ringraziare uomini come Don Maurizio Patriciello, se ultimamente si sta catalizzando sulla questione l’attenzione dei media nazionali. La giornata di oggi, però, dimostra che da questo punto di vista c’é ancora tanta strada da fare e che il rischio, che le richieste di aiuto degli abitanti di questa terra rimangano inascoltate, é tutt’altro che scongiurato”.

Che appello si sente di rivolgere?
“Mi auguro che si prenda atto a tutti i livelli della gravità della situazione, che la nostra regione é sotto attacco chimico e che si mettano a disposizione dei Comuni e di tutti gli operatori presenti sul territorio strumenti e risorse necessarie per contrastarlo. Le manifestazioni di questi giorni sono importanti e la gente fa bene a dimostrare quanto siamo uniti, quanto é grande la nostra voglia di vivere. Però, da sindaco, ho il dovere di dare risposte a queste persone e non sarà certo l’episodio di oggi a scoraggiarmi”.

Parole che, se pronunciate da un sindaco come Caso, valgono più di una promessa.

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