Nba, è già tempo di primi giudizi

Il campione da valutare è fin troppo limitato per delineare anche solo una bozza di griglia playoffs. Nella Nba il vecchio si mescola al nuovo in maniera ragguardevole e, dopo un mese di stagione regolare, qualche conclusione può comunque essere tratta. Viaggio coast to coast per vedere come se la stiano passando le squadre impegnate nel mondo della pallacanestro a stelle e strisce.

Ad Est una sola squadra al comando, Indiana ,che forte del suo record (11 vinte -1 persa) guarda dall’alto le contendenti al primato. Basket solido ed efficace che sta lanciando i Pacers in orbita con un Paul George che inizia ad attirare l’attenzione come possibile MVP.

Miami (9-3) ha lasciato alle spalle i dubbi di inizio stagione ed è saldamente tornata ad inanellare successi con Beasley sempre più protagonista. La sorpresa arriva da Atlanta (8-5) che pare aver azzeccato le mosse estive aggiudicandosi la corsa al figlio della Louisiana Paul Millsap, con Horford una coppia di lunghi di primissimo livello.

Chicago (6-5) sembra andare a corrente alternata, ma record e vittorie vengono messe da parte in queste ore: nella Windy City è scesa una coltre di paura e terrore dopo aver visto Derrick Rose fermarsi, con aria poco rassicurante, lamentando un guaio al ginocchio. Esami previsti per oggi, ma il timore della beffa assoluta, tiene col fiato sospeso non solo i tifosi dei Bulls, ma l’intera orda di appassionati Nba, che rischiano di perdere ancora una volta il numero 1 dei Tori rossi. Speriamo bene.

C’è dello sporco a New York City: stesso record per le due squadre cittadine(3-8), stesse frustrazioni con la Grande Mela marcia come non mai. I Knicks sembrano aver perso l’entusiasmo che aveva connotato la stagione scorsa, con sconfitte pesanti e giocatori che sembrano abitanti della Torre di Babele: tante lingue del gioco parlate, nessuno che riesca a tradurle in un unico pensiero. E la questione Melo si fa sempre più pesante; Bargnani mette su cifre importanti, e il Madison inizia ad apprezzare il lavoro del 77.

A Brooklyn la situazione è ancora più complicata: squadra dal talento immenso che non riesce a catalizzare lo sforzo, con sconfitte aberranti che hanno messo in dubbio anche la posizione di coach Kidd. Un monte stipendi spaventosamente elevato che limita ogni possibilità di movimenti sue mercato, e le caviglie di Williams che acuiscono i problemi della squadra in cerca d’autore. Philadelphia (6-8) sembra essere tornata sul pianeta terra mentre i Pistons (4-8) stanno scoprendo il talento di Datome partita dopo partita.

Ad Ovest guida la standing San Antonio: ogni anno più vecchia, ogni anno qualche faccia nuova di supporto, quella di Belinelli ad esempio che si sta rivelando ottimo innesto, sempre lo stesso esito: record di 11 vinte e 1 sola sconfitta che proietta gli speroni Texani verso l’ennesima stagione da protagonista, rilassandosi a tempo perso nella piscina di Cocoon.

OKC (8-3) ha ritrovato Westbrook, ma sembra un passo indietro rispetto alle ultime sfavillanti stagioni: l’assenza di una vera alternativa al play e a Durant fa dormire sonni poco tranquilli al GM Presti, che sembra intenzionato a cercare qualcuno per completare la squadra, ancora orfana del “barbaHarden trasferitosi la stagione scorsa a Houston (8-5).

La California vive realtà contrapposte: Sacramento (4-7) ancorata ai bassifondi; i Lakers (6-7) che tengono botta in attesa del ritorno del Mamba vestito di 24, e manca ormai poco; Clippers e Warriors che stanno scaldando i motori. Coach Rivers sta impiantando la giusta mentalità nella Los Angeles “minore” (8-5 il record dei Clippers) con Paul dominatore assoluto in campo e leader della Lob City. Golden State invece si candida ufficialmente al ruolo di terzo incomodo per tutta la Nba, con gli splash-brothers Curry e Thompson che impazzano.

Chiusura dedicata alle tre rivelazioni della costa Ovest: Minnesota, Dallas e Portland. I TWolves sono in linea di galleggiamento (8-6) ma Love e Rubio hanno messo subito le marce alte con il primo definitivamente esploso, giocatore a tutto tondo, incubo per i lunghi avversari. Dallas (9-4) gode dello splendido momento di forma di Monta Ellis; Portland (11-2) invece, ha mandato all’aria progetti di costruzione a lunga scadenza, con Lillard e Aldridge che colgono sera dopo sera fiori profumati dal giardino del “Rose Garden”.

[foto : hoopspeak.com ]

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