Si trovava in ospedale a Cesena da Mercoledì scorso, ricoverato nel reparto di rianimazione per via di un gravissimo politrauma e per una vasta lesione cerebrale. Purtroppo, Nicky Hayden non ce l’ha fatta, lasciando famiglia, amici e il mondo del motociclismo in uno stato di shock.

Perché quando ci si trova a correre su due ruote, sfidando la velocità, l’ultima cosa che si pensa è quella di morire mentre si va tranquillamente in bicicletta. Una morte che appare quasi come una beffa ed alla quale, in questo caso, nessuno era preparato, tanto da apparire incredibile ancora adesso.

Tutto è accaduto mentre il motociclista si stava allenando in bicicletta a Misano Adriatico, nel Riminese, poco distante dal circuito che ospita da anni il gran premio di San Marino. Scontratosi con un’auto è stato sbalzato sul cofano, sfondando il parabrezza e riportando subito gravi danni. Da lì il ricovero urgente al quale sono seguiti prima il coma e, dopo pochi giorni, la morte. La sua bici dopo essersi spezzata è finita in un fosso ai lati della carreggiata.

Kentucky Kid, questo era il suo soprannome, è stato raggiunto dalla madre e dal fratello mentre la sua fidanzata Jackie era con lui fin dall’inizio. Al suo capezzale anche alcuni membri del team Red Bull Honda con cui Hayden correva nel mondiale Superbike.

Un tragico incidente che va a sommarsi ai tanti, troppi, che ogni giorno accadono sulle nostre strade. Pochissimo tempo fa il mondo dello sport ha dovuto dire addio ad un altro sportivo, Michele Scarponi, deceduto in situazioni analoghe, durante un allenamento con la sua bici. E solo il 15 Maggio, la triatleta tedesca Julia Viellehner era rimasta vittima di un incidente stradale mentre si allenava, anche lei, in bicicletta.