Nocerina: presunte minacce degli ultras, derby sospeso a Salerno

Allo stadio Arechi di Salerno oggi è andato in scena l’ennesimo episodio di ordinaria follia calcistica all’italiana. Dopo appena venti minuti di gioco il derby tra Salernitana e Nocerina, atteso da tanti anni, è stato sospeso dopo l’uscita per infortunio di un calciatore rossonero. Una pantomima evidentemente studiata prima, che ha visto tre sostituzioni effettuate dopo appena 2 minuti di gioco e una serie di uscite dal campo a catena per (finto) infortunio, che hanno ridotto la squadra ospite ad avere solo 6 uomini in campo e da regolamento ha portato alla sospensione del match e alla conseguente sconfitta a tavolino. Una scena surreale, che trova le sue spiegazioni in ciò che è successo nella mattinata, prima della partenza dell’autobus della Nocerina verso lo stadio Arechi.

Il Questore di Salerno giorni fa ha infatti impedito la trasferta agli ultras della Nocerina che, indignati per tale decisione, hanno deciso di recarsi presso l’hotel in cui alloggiava la squadra. Arrivati a destinazione in 200, hanno dato vita ad una inconsueto incontro con i calciatori, ai quali hanno intimato di non scendere in campo per solidarizzare con la loro situazione.

Da qui l’arrivo allo stadio e il susseguirsi di una serie di eventi tragicomici: la squadra si rinchiude negli spogliatoi, non presenta la distinta con la formazione ufficiale e manifesta palesemente il desiderio di non giocare, al contrario dei dirigenti che vorrebbero far disputare la partita. Grazie all’ingerenza del Questore i calciatori vengono convinti a entrare in campo, anche se con 40 minuti di ritardo. In seguito si è verificata la situazione descritta all’inizio

A Mercato San Severino non c’è stato alcun tipo di scontro, c’erano 200 tifosi rossoneri, sapevano di non poter venire qui in quanto il servizio d’ordine attorno allo stadio è stato brillante. Hanno, come tattica, deciso di incidere sulla sensibilità dei giocatori. La società si è impegnata molto per convincere la squadra a scendere in campo. Ci sono riusciti, ma si è creata questa situazione“, ha spiegato De Iesu ai microfoni della stampa. I dirigenti della Nocerina, dopo aver preso atto della decisione della squadra, hanno comunicato le dimissioni in massa successivamente al match, cosa che poi ha fatto anche l’allenatore.

La maggioranza delle testate giornalistiche hanno parlato di minacce di morte ricevute da parte dei calciatori, ma il video che riprende i tifosi fuori dall’albergo, che ha già fatto il giro del web, in effetti non mostra alcuna minaccia palese. Un altro elemento da considerare è la maglia indossata dai calciatori rossoneri al posto della divisa ufficiale: una t-shirt bianca con su scritto “rispetto per Nocera“.
Tutto ciò sembra indicare, più che la sottomissione a una serie di minacce, la volontà di aderire a una protesta, vista l’impossibilità dei sostenitori rossoneri nel poter seguire la propria squadra in una partita attesa da 25 anni. La rabbia espressa deriva dal fatto che in altri casi si è consentito, in partite considerate a rischio, di poter accedere allo stadio alle tifoserie ospiti.

Anche lo stesso sindaco di Nocera, Manlio Torquato, ha espresso la sua opinione a riguardo:
Ho sempre rispettato, come istituzione e come mio dovere, le decisioni assunte dal Prefetto e dal Questore. Noto però che in altre partite, pur considerate a rischio, penso a Salernitana-Napoli o a Verona-Napoli, si è consentito alle tifoserie ospiti di partecipare in massa. Scegliendo di non far accedere nessun nocerino alla stadio Arechi forse si è alzata troppo la guardia ed il livello di prevenzione creando, al di là delle migliori intenzioni, un vero corto circuito. Se ci sono responsabilità si accertino, ma prima di addebitare ad alcuno una qualche responsabilità, bisognerà esaminare e conoscere bene le cose per non ripetere gli stessi errori della vigilia. Questo sarebbe davvero inaccettabile

Nei prossimi giorni le indagini dovranno chiarire diversi aspetti legati a questa vicenda, ma due cose sono certe: l’ingerenza del mondo del tifo, come dimostrato anche in altri casi, supera spesso i limiti del consentito, e la tessera del tifoso è un espediente inutile se poi le autorità non sono in grado di garantire la possibilità di vedere una partita ai sostenitori che vogliono solo gustarsi un po’ di sano sport.


Foto: gazzetta.it

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