“In nome di Marco”, mamma Tonina racconta il suo campione

La storia di Pantani vista con gli occhi e con il cuore di mamma Tonina. E’ uscito ieri “In nome di Marco”, 356 pagine scritte insieme al giornalista Francesco Ceniti. In copertina, una foto ritrae di spalle il ciclista, di cui il prossimo 14 febbraio ricorre il decimo anniversario della morte.

Marco, anche da uomo, è sempre stato il mio bimbo. Quasi non mi sono accorta che stava crescendo, diventando un ciclista importante“. Così Tonina Pantani, madre di Marco.
Il libro contiene una clamorosa rivelazione sull’esclusione di Pantani a 2 tappe dalla fine del Giro 1999, per ematocrito fuori norma. In quel controllo ci sarebbe stato un vizio di forma. Una nuova rivelazione che aggiunge un capitolo alle già tristi vicende umane e sportive del Pirata.

“In nome di Marco. La voce di una madre, il cuore di un tifoso” rievoca aneddoti sulla vita del ciclista nato a Cesena, un ritratto a tutto tondo dello sportivo e dell’uomo.
A 14 anni di distanza si prova a far luce su un evento ancora coperto da tante ombre: il controllo cui Pantani fu sottoposto a Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999, la mattina del penultimo giorno di un Giro d’Italia che il corridore romagnolo stava dominando, sarebbe stato falsato.

Quel giorno Marco fu fermato per un livello di ematocrito troppo alto (51.9, il limite massimo è di 50), ma il protocollo Uci fu violato perché prescriveva che il prelievo iniziasse dopo che l’atleta ha scelto la propria provetta, mentre quel famigerato mattino il contenitore dove finì il sangue del campione di Cesenatico era stato preso a caso dal medico delegato. Ciò significa che in teoria potrebbe essere stato contaminato o manipolato e in questo caso il test sarebbe stato da annullare.

La verità è che comunque da quel giorno Marco è entrato in una spirale da cui inevitabilmente non è più riuscito ad uscire e che lo ha portato fino alla tragica morte in un hotel di Rimini il 14 febbraio 2004. Se il controllo fosse stato invalidato, viene dunque legittimamente da chiedersi come sarebbe cambiata la vita dell’uomo Pantani con la vittoria del suo secondo Giro consecutivo, diventando sempre più simbolo del ciclismo mondiale e di tutto lo sport italiano.

In conclusione, la mente riporta alle ultime rivelazioni di Lance Armstrong, secondo il quale l’allora presidente dell’Uci Hein Verbruggen avrebbe coperto l’americano al Tour de France 1999 proprio per evitare un nuovo scandalo del ciclismo, dopo il caso Festina del 1998 e quanto era successo a Pantani appena un mese prima a Madonna di Campiglio. E la storia dell’uomo che sconfigge il cancro e torna vincente, era sicuramente provvidenziale in quel momento.

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