Oggi si celebra la giornata nazionale del cane guida

    Sono “gli occhi di chi vive al buio”, ma spesso sono in molti a non volerli vedere. Parliamo dei cani guida e dei tanti esercizi commerciali, cinema, taxi o alberghi che continuano a negare l’accesso a questi preziosissimi animali. Infrangendo la legge.

    Oggi, 7 ottobre, è la loro festa: si celebra la quinta giornata nazionale del cane guida per ciechi. Istituita per la prima volta nel 2006, la ricorrenza ha la scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul loro prezioso lavoro.

    “Un’occasione molto importante – si legge in una nota dell’Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti) – per far capire quanto i cani guida siano gli occhi di chi vive nel buio. Il cane guida è un vero compagno di libertà, sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità”. “Purtroppo – continua la nota -, ancora oggi non esiste nel nostro Paese una cultura adatta ad affrontare situazioni in cui si ha a che fare con cani guida. Troppo spesso non viene permesso a chi possiede un cane guida di entrare in un ristorante, di prendere un taxi, di salire sul treno, nonostante esista una legge che lo permetta. Anzi, che lo impone, visto che qualche anno fa sono state anche introdotte le sanzioni economiche”.

    E’ d’accordo anche l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che auspica che questa sia l’occasione giusta per favorire l’accesso dei cani guida a tutti gli esercizi commerciali e ai mezzi di trasporti pubblici ma anche per bandire una volta per tutte l’addestramento coercitivo.  “E’ inconcepibile che i cani guida siano preparati con metodi coercitivi – spiega l’Enpa -; a quanto ci risulta gli addestratori continuano a usare il collare a strangolo che, vietato dalle normativa italiana, causa seri danni psicofisici all’animale:  nella relazione tra il cane guida e il suo conduttore vi è l’esempio massimo della interazione e della collaborazione tra specie diverse; interazione e collaborazione nelle quali non devono entrare violenza, maltrattamenti o deprivazioni”.

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