Olimpiadi Sochi 2014: le gare in chiaro su Cielo dal 7 al 23 febbraio

Cresce l’attesa per l’evento sportivo dell’anno: il prossimo 7 febbraio scatteranno le Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 che in Italia verranno trasmesse in diretta Tv da Sky con il consueto sistema di finestre interattive che consentirà agli appassionati di scegliere in ogni momento quale disciplina seguire; in esclusiva in chiaro la trasmissione della rassegna russa è stata appannaggio di Cielo.
Cielo (canale 26 del digitale terrestre, 19 Tivù Sat, 126 della piattaforma Sky ), trasmetterà in diretta tv 15 discipline e tutte le gare della spedizione Azzurra, guidata dal nostro portabandiera, Armin Zoeggeler, lo slittinista di Merano che nel suo curriculum olimpico ha già ben due ori, un argento e due bronzi.
Inoltre, sarà possibile seguire la diretta delle gare olimpiche anche in streaming video live sul sito ufficiale del canale.

Sulle reti Rai, invece, verranno trasmessi solo degli highlights dei principali eventi della giornata olimpica.

“Mamma Rai” tira la cinghia: niente Olimpiadi invernali sulla tv pubblica. Sarà Sky Sport la rete tv ufficiale delle prossime olimpiadi che si svolgeranno dal 7 al 23 febbraio prossimo a Sochi, in Russia. La tv di Stato ha optato per la trasmissione completa delle prossime olimpiadi estive a Rio de Janeiro tra due anni, acquistando i diritti per 65 milioni di euro. Alla Rai, per quest’anno, restano gli highlights e le Paralimpiadi in programma dal 7 al 16 marzo.
Per la prima volta nella storia della tv italiana, non ci sarà nessuna diretta della tv di Stato per i giochi olimpici. Per i non abbonati, il canale digitale olimpico sarà Cielo che trasmetterà cento ore di diretta, un quinto dell’intero evento previsto (circa 560 ore con sei canali dedicati) che saranno visibili per gli abbonati pay. Coperte dunque le gare degli azzurri, le gare più interessanti nelle 15 discipline previste, la cerimonia di apertura e chiusura. Sembrano lontanissime le immagini di Torino 2006, ultima edizione free delle Olimpiadi invernali in cui milioni di italiani rimasero incollati ai teleschermi per la cerimonia di apertura, seguita da oltre 10 milioni e 720 spettatori e per gli sport quasi sconosciuti per lo spettatore medio sportivo e non, come il curling o lo skeleton.

In periodi come questo, dove lo sport può e deve essere vero decano della promozione dei valori di cui si fa portatore e promotore, soprattutto verso i giovani, in modo particolare in circostanze ed eventi come i Giochi Olimpici, giochi intesi come svago, divertimento, gioia di vivere, perché sono radicati nella storia e hanno accompagnato l’uomo verso le proprie conquiste sportive e non, una Tv di Stato, alla quale i cittadini versano anche cospicui tributi rispetto alla qualità dei prodotti mediali proposti, non può “censurare” un evento di scala planetaria come le Olimpiadi.
Che le Olimpiadi fossero un costo eccessivo per l’esclusiva Rai lo si era già capito nel febbraio del 2008 quando la tv di Murdoch acquistò i diritti per i giochi invernali di Vancouver nel 2010, cento ore di programmazione “gratis”, e quelli estivi di Londra 2012 che avevano destato qualche malumore tra l’opinione pubblica: tanti eventi saltati e nell’ultima giornata, pur utilizzando due canali (Rai2 e RaiSport1), l’emittente pubblica non era riuscita a trasmettere tutte le finali previste.
Ancora prima, nel 2005, la pay-tv aveva acquistato l’esclusiva per i Mondiali di calcio del 2006, accordo poi confermato anche per le successive due edizioni, Sud Africa 2010 e Brasile 2014. Per i prossimi campionati di calcio, gli utenti free potranno godersi solo 25 incontri sui 64 totali con 39 gare in esclusiva. Una partita al giorno per la terza Coppa del Mondo consecutiva.

I recenti passaggi di Formula 1 (dal 2013) e MotoGP (dal prossimo marzo) alla tv a pagamento sono l’ennesimo punto a favore di chi parla di uno sport che non è più per tutti. Il caso dell’emittente Sportitalia è ancora più emblematico: una tv fatta con pochi mezzi e con tanti diritti (Eurolega e i campionati francesi e argentini su tutti) è costretta a chiudere e la sua sostituta, LTSportUno, sparisce dal digitale terrestre dopo un mese. Al suo posto, arriva Canale 60 che ripropone vecchie repliche di gare motociclistiche.
Mamma Rai diventa sempre più lo specchio delle famiglie italiane: rinunciare a qualcosa per comprarne un’altra, magari più bella.

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