Omosessualità, la “colpa” è delle cattive abitudini in gravidanza

Secondo una teoria elaborata da Dick Swaab, ex direttore dell’Istituto olandese per la ricerca sul cervello, essere gay o lesbica non è una questione di personalità e di scelta di vita, bensì una “colpa” della madre. Lo scienziato sostiene infatti che fumare, fare uso di droghe o essere sotto stress durante la gravidanza siano le cause per cui un bambino o una bambina nascono già destinati ad essere omosessuali.

Nel suo saggio We Are Our Brains: A Neurobiography of the Brain, from the Womb to Alzheimer’s viene chiaramente esplicitato come compiere anche una sola delle attività sopra citate causi nel feto un alterazione ormonale e a livello del cervello, rendendo il neonato già destinato ad essere attratto da persone del suo stesso sesso.

Lo stress durante la gravidanza, ad esempio, causa la produzione di un alto livello di cortisolo, l’ormone dello stress, che innesca la produzione di una eccessiva quantità di ormoni sessuali nel feto. L’esposizione o l’utilizzo invece di nicotina o anfetamine causa con molta probabilità la nascita di figlie lesbiche.

E se si hanno più figli poi, il più giovane fra di loro sarà con molta probabilità omosessuale. Questo è dovuto alla risposta immunitaria della madre a sostanze maschili prodotte da bambini maschi nell’utero, una risposta che diventa più forte con ogni gravidanza sostiene il dottor Swaab.

Questa teoria è al momento priva di qualsiasi sostegno o corroborazione scientifica. Certo è che non dovrebbe essere minimamente concepibile la circolazione e la divulgazione di tali pregiudizi. Pregiudizi che, se finiscono nelle mani sbagliate, non fanno altro che avvalorare e incentivare l’odio e la discriminazione nei confronti di quelli che sono a tutti gli effetti nostri simili.

Discriminazione e paura dell’altro radicati nel profondo di un mostro sociale, che si scatena non solo contro stranieri e disabili, ma anche contro gay e lesbiche. Le notizie di giovani ragazzi gay che si sono tolti la vita a causa di continue offese e insulti ricevuti da loro coetanei sono all’ordine del giorno. E se questo comportamento non solo non viene delegittimato e punito, ma anzi trova forza e sostegno dal mondo della scienza, allora non c’è veramente limite al peggio.

[Fonte: thenewcivilrightsmovement.com; Flickr]

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