Oscar 2013: Anne Hathaway regina tra le attrici non protagoniste

Dopo esserci occupati della categoria Miglior regia, proseguiamo questa nostra marcia di avvicinamento alla cerimonia degli Oscar parlando delle cinque attrici non protagoniste candidate nell’ 85ma edizione degli Academy Awards.  In pratica non c’è storia in questa cinquina, perché è chiaro come il sole che l’Oscar debba andare ad Anne Hathaway, attrice versatile e di talento, brava in ogni ruolo reciti dal dramma alla commedia.

La sua performance di Fantine in “Les Misérables” è straordinaria e lascia il segno, nonostante sia sullo schermo per soli 18 minuti; quando canta con voce quasi straziata “I dreamed a dream” il film tocca l’apice della commozione. Per interpretare poi la giovane ragazza madre che diventa prostituta per sfamare la figlia e che morirà di stenti, si è sottoposta ad una notevole trasformazione fisica, si è tagliata i capelli cortissimi ed è dimagrita 11 chili. Durante la Awards Season, la Hathaway ha già vinto ogni premio c’era da vincere  e francamente si può dire, che nessuna delle sue concorrenti al titolo ha mostrato presenza scenica tale da  impensierirla.

La sola alternativa degna di nota è Sally Field che nel biopic storico di Spielberg interpreta Mary Todd Lincoln, first lady sofferente e instabile che non ha mai superato il lutto che l’ha colpita e mal sopporta, in privato, la carriera del marito. Un ruolo tosto già per il fatto che fa da spalla ad un incredibile Daniel Day-Lewis, ma che la Field interpreta magistralmente. L’attrice è anche una veterana del premio e detiene il palmares più prestigioso della cinquina: due volte nominata come migliore attrice e due vittorie (nel 1979 per “Norma Rae” e nel 1984 per “Le stagioni del cuore”). Si potrebbe dire che “non c’è due senza tre”, ma proprio perché anche Daniel Day-Lewis è in corsa per il terzo Oscar, forse per una sorta di compensazione, è improbabile che l’Academy voglia ripetere la stessa storia anche con la Field. Amy Adams, meriterebbe di vincere  solo per essere arrivata ormai, nel giro di pochi anni,  alla quarta candidatura come non protagonista senza essersi mai portata a casa una statuetta. Nel drama di Paul Thomas Anderson, “The Master”, si è fatta apprezzare nel ruolo di Peggy Dodd, moglie apparentemente sottomessa del carismatico leader della Causa, che alla fine rivelerà un’anima intrigante da far invidia a Lady Macbeth. Ma la mancata vittoria agli Screen Actors Guild è indicativa del fatto che l’attrice non ha il supporto del ramo più ampio dei membri dell’Academy. C’è il precedente di Marcia Gray Harden che nel 2000 vinse l’Oscar senza aver avuto nemmeno una nomination ai Sag, ma comunque sia le probabilità per la Adams sono minime; stesso discorso per Jacki Weaver, già candidata per il ruolo della matriarca sociopatica di una famiglia criminale in “Animal Kingdom”, che nel film di David O. Russell, “Il lato positivo”, mostra tutto il suo lato più tenero nel ruolo di madre amorevole del bipolare Pat (Bradley Cooper) e moglie paziente di Pat Sr. (Robert De Niro). La sua, della cinquina, è forse la più autentica performance di sostegno.

Dopo aver vinto al Sundance nel 2012, Helen Hunt ha ricevuto molti elogi per il suo ruolo controverso in  “The Sessions” (che esce in Italia il 21 febbraio) dove interpreta una terapista del sesso che aiuta un uomo disabile a perdere la sua verginità. Un ruolo così di primo piano le manca da 15 anni, da quando vinse l’Oscar per “Qualcosa è cambiato”. L’Academy potrebbe apprezzarla proprio per questo, ma contro la Hathaway che canta, si vende per sopravvivere, e alla fine muore, è quasi una scommessa persa in partenza.

 

Probabile vincitore: Anne Hathaway, “Les Miserables”
Non sorprenderebbe: Sally Field, “Lincoln”
Outsider: Amy Adams, “The Master”

 

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