Ospedali a porte aperte all’insegna della prevenzione

Informare per formare e prevenire potrebbe essere il motto del mese di Ottobre, che si colora di rosa, non solo per la campagna di prevenzione del tumore al seno, ma anche per la particolare attenzione che presta alla diagnosi e alla cura delle principali patologie femminili. È un mese all’insegna dell’educazione al controllo medico in vista di un sistema che riservi maggiore attenzione alla salute dei cittadini, offrendo loro il dovuto sostegno.

In occasione delle Giornate Mondiali dedicate a diverse patologie e problematiche, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna si propone di sensibilizzare, promuovere la cultura della salute di genere in Italia e raggiungere l’equità sanitaria. Nasce così l’iniziativa Ospedali a porte aperte, che coinvolge un discreto numero di centri ospedalieri su tutto il territorio italiano, impegnati nell’erogazione di servizi gratuiti.

Il 10 ottobre in occasione della giornata mondiale della salute mentale è stato organizzato il primo H-Open Day italiano dedicato alle donne. I 70 ospedali italiani coinvolti hanno aperto le loro porte alla popolazione femminile, offrendo visite, esami, info point, materiale informativo,sportelli d’ascolto e organizzato conferenze con importanti interventi riguardanti i disturbi mentali, neurologici e comportamentali. Sono stati messi in evidenza quei disturbi scaturiti dalle particolari situazioni di natura economica e sociale, a cui si è involontariamente sottoposti, che rischiano di compromettere seriamente l’integrità mentale. Depressione e ansia dovuta a crisi di varia natura – economica, familiare e coniugale – spesso non sono correttamente diagnosticate e trattate.

Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da ha spiegato che “I disturbi mentali femminili rappresentano un problema importante di salute pubblica.Questo primo H-Open day italiano vuole riproporre quanto è stato sperimentato con successo per altre patologie.” ”L’obiettivo” continua ”è avvicinare alle cure più efficaci le donne in difficoltà, in particolare durante i momenti in cui la sofferenza psichica è più forte, come la gravidanza o il post partum”.

Nelle prossime settimane, rispettivamente il 17 ottobre e il 20 novembre si terranno gli Open Days dedicati all’osteoporosi e alla nascita prematura, con l’organizzazione di convegni in occasione delle giornate mondiali delle rispettive problematiche, in 75 ospedali. Anche questa volta lo scopo è quello di focalizzare l’attenzione della popolazione sul problema dell’osteoporosi, che risulta sottodiagnosticato e sottotrattato e informare inoltre sulle strategie di contenimento dei rischi dovuti alle nascite premature.

Sicuramente un ottimo punto di partenza e un raggio di luce in un ambito, quello sanitario, traballante e oscurato dai continui tagli. Una buona salute deriva non solo da uno stile di vita sano, ma anche dalla sua salvaguardia attraverso la prevenzione, che nel sistema sanitario italiano tende ad essere fortemente sottovalutata. Non a caso l’Italia occupa i gradini più bassi della classifica stilata dall’OCSEI, con solo lo 0.5% della spesa sanitaria totale destinato a politiche per la salute collettiva e a campagne di sensibilizzazione.

Un vecchio modo di dire recita che “prevenire è meglio che curare”. Tutti lo conoscono, ma nessuno lo applica realmente. La mancanza di una buona informazione, le scarse risorse economiche e la diffusa negligenza, comportano un alto tasso di disinteresse. Sottoporsi ad un check-up, effettuando i dovuti controlli minimo una volta all’anno, è estremamente importante. Impiegare risorse economiche e umane nella prevenzione come nella cura delle malattie, è necessario. Così come occorrono azioni concrete sul territorio, che impieghino medici e strutture specialistiche all’insegna dell’informazione.

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