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Bari, lui la lascia per tornare con la moglie: lo fa uccidere

vincenza mariani

La sua unica colpa? Aver desiderato di tornare con la moglie. E’ da qui che a Cassano delle Murge, in Puglia, è nata una vera e propria tragedia. Protagonista di questa vicenda è Michele Amedeo, netturbino, che il 25 aprile 2017 è stato ucciso a colpi di pistola a due giorni dalla laurea della figlia. Le indagini che sono seguite al delitto hanno appurato cosa sia effettivamente successo quel maledetto giorno, e il dito è puntato contro la partner e imprenditrice 54enne Vincenza Mariani, che secondo gli inquirenti avrebbe ordinato l’uccisione di Michele, reo di aver voluto interrompere la loro storia d’amore per tornare con la moglie.

Vincenza, accecata dalla gelosia e dalla rabbia, avrebbe quindi dato mandato a suo genero, Giuseppe Baccellieri, di uccidere Michele. Al delitto pare abbiano partecipato anche Massimo Margheriti, dipendente del salottificio della Mariani nonché ex carcerato per tentato omicidio, e Michele Costantino, pregiudicato che avrebbe fornito l’auto rubata e l’arma con la quale Giuseppe ha poi ammazzato la vittima.

Dopo quasi tre anni si chiude il cerchio di un delitto efferato che aveva sconvolto la popolazione locale; un delitto avvenuto peraltro proprio davanti all’Amiu di Bari, dove il 51enne lavorava.

Le carte dicono che Vincenza avrebbe premeditato molto attentamente l’omicidio del suo amante e che ancor prima di ucciderlo aveva dato modo di sospettare che qualcosa in lei non andava. Lo stesso Michele, infatti, da qualche tempo aveva cominciato a confidare ad alcune persone a lui vicine di essere letteralmente terrorizzato da Vincenza, rinvenendo in lei una personalità “possessiva, sopraffattrice e ossessionante”. La donna, infatti, pare non essersi fermata al delitto, ma avrebbe anche minacciato più volte la figlia della vittima, a cui tra l’altro sperava saltasse la laurea che si sarebbe dovuta tenere due giorni dopo il delitto. La ragazza però si è regolarmente laureata.

Vladimir Luxuria cantante: ecco “Sono un uomo” che anticipa l’album “Vladyland”

sono un uomo

Ex parlamentare, attivista per i diritti civili e oggi opinionista e scrittrice, Vladimir Luxuria è senza ombra di dubbio una delle personalità più celebri d’Italia. In questi lunghi anni di visibilità l’abbiamo vista reinventarsi in ruoli sempre differenti, ed ogni qualvolta si è buttata a capofitto in una nuova avventura, l’esito è stato sempre positivo.

Forse è anche per questo motivo che Vladimir Luxuria ha deciso di provare persino un altro ambito, un ambito che evidentemente la attira parecchio: la musica. Proprio così, perché Vladimir ha inciso il suo primo album musicale, intitolato “Vladyland”, in uscita il prossimo 1 marzo. E da questo album è stato estratto il singolo “Sono un uomo”, il cui titolo è già tutto un programma!

“Quando mi hanno proposto di collaborare al progetto Vladyland ero scettica. Mi dicevo che nella vita avevo già fatto di tutto e che ora mi sarebbe toccato pure cantare. Qualcun altro sicuramente penserà che ho già fatto la parlamentare, ho fatto televisione e condotto le battaglie per i diritti civili, per cui farei bene ad evitare di fare pure la cantante. E invece sì, voglio fare anche questo! Non sono una cantante canonica, è vero, ma nella vita, in fondo, non sono stata canonica mai in nulla”.

Il brano “Sono un uomo”, ha spiegato Luxuria, mira a prendere in giro il machismo, gli uomini “basici”. “Confesso che quel titolo all’inizio mi aveva lasciato delle remore, ma poi leggendo il testo ho capito. La canzone non è altro che una preso in giro bonaria dell’uomo che ritiene che la virilità sia l’unico modo attraverso cui poter dimostrare di essere un uomo. Magari però si tratta di quegli stessi uomini che con 37 di febbre chiamano direttamente il Ministero della Salute!”.

Insomma, per Vladimir si prospetta una nuova entusiasmante avventura. A dire il vero “Vladyland” era già stato presentato in Svizzera lo scorso anno, ma tra una cosa e l’altra sta riuscendo ad approdare anche in Italia solamente in questo periodo. E lo farà trainato da un singolo molto interessante!

Mahmood rivela: scambio di sms con Matteo Salvini. Cosa si sono detti?

Mahmood
Ipa/Fotogramma

La vittoria di Mahmood a Sanremo 2019 ha scatenato non poche polemiche, tra cui quella innescata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che come suo solito ha voluto commentare l’andamento del Festival di Sanremo e naturalmente anche il brano vincitore.

Ora, diversi giorni dopo la chiusura del Festival, emerge un dettaglio alquanto interessante di tutta questa storia, e cioè che tra Mahmood e Salvini vi sarebbe stato addirittura uno scambio di sms. A rivelarlo è stato lo stesso cantante, che ha anche reso pubblico il contenuto del messaggio inviatogli dal leader leghista: “Ciao, qui Matteo Salvini. Al di là dei gusti musicali (io preferisco altro), goditi il tuo successo!”. Il giovane cantante, da parte sua, ha risposto a questo sms ringraziando degli auguri ricevuti.

“In realtà – ha aggiunto Mahmood – credo che avesse provato a telefonarmi il giorno dopo la vittoria, ma ho perso la chiamata perché è stato un giorno delirante. Poi ho letto un’intervista in cui diceva di avermi inviato un sms di congratulazioni, ho verificato ed era vero. In quelle ore ho ricevuto così tanti sms che neanche l’avevo visto”.

Sul brano ‘Soldi’ che gli ha fatto aggiudicare la vittoria, Mahmood ha detto: “E’ un brano autobiografico, una storia che ho vissuto e che in molti altri avranno vissuto. Ci sono parti però che non hanno un significato letterale, come quando dico ‘beve champagne sotto il Ramadan’. Quello per esempio è un verso che uso per inquadrare una persona che predica bene ma razzola male”.

In ogni caso, in riferimento alla polemica sulla sua italianità, l’artista ha risposto: “Queste polemiche non le ho capite. Sono nato alla clinica Mangiagalli e nella mia scuola c’erano cinesi, rumeni e algerini. Mio padre è egiziano ma è andato via quando avevo soltanto 6 anni, e poi al Cairo sono stato soltanto due volte. Mia mamma invece è sarda e in casa parliamo sassarese”.

MTV #RICCANZA WORLD

RICCANZAWORLD
RICCANZAWORLD

Da martedì 19 febbraio alle ore 22.50 arriva

(in esclusiva su Sky al canale 130)

E’ da poco terminata la terza inedita stagione ma #Riccanza non si ferma. A partire da domani, martedì 19 febbraio, ogni martedì alle 22.50 su MTV (in esclusiva su Sky al canale 130), arriva infatti MTV #Riccanza World, l’inedito docu-reality che racconta le vite di 7 giovani ricchi Millennials provenienti da tutta Europa, riuniti nella splendida cornice di “Villa Camelia” sull’isola di Capri.

Le telecamere di MTV seguiranno, infatti, il cast per un intero weekend su una delle isole più lussuose e belle d’Italia, in cui i protagonisti si scambieranno racconti e dettagli sulle loro vite e termineranno l’avventura con un party a tema “Royal” nella fantastica “Villa Camelia”.

I rappresentanti per l’Italia di MTV #Riccanza World saranno Farid e Tommaso, due delle colonne portanti dell’edizione italiana. Insieme a lui ci saranno: Rui, un giovane portoghese amante delle donne, del mare e della navigazione su uno degli yacht della sua società; Marta, spagnola di nascita ma dal cuore newyorkese, elegante designer di scarpe di lusso; Silver Yasmin, proveniente dall’Olanda che vive e studia a Miami e la più giovane del cast, è una  party girl che ama i diamanti e le feste super esclusive; Liliana, modella e fashion influencer tedesca che viaggia il mondo partecipando ad eventi esclusivi; Elena, amante dello champagne e del caviale, una delle più eleganti star della serie di MTV francese Richissitudes.

MTV #Riccanza World è un programma prodotto per MTV da DueB Productions.

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About MTV

MTV è il brand leader tra i ragazzi ispirato dalla musica, è presente in circa 180 paesi e in 450 milioni di case in tutto il mondo e connette più di 350 milioni di fan attraverso tutte le piattaforme social. MTV è una unit di Viacom Inc. (NASDAQ: VIAB, VIA), è presente sui network via cavo e mobile, negli eventi live e nella nuova area di business MTV Studios che produce contenuto originale per servizi SVOD e canali lineari basandosi sulla library di MTV, che consta di oltre 200 titoli e franchise a target ragazzi.  In Italia, MTV è il canale di intrattenimento di Viacom International Media Networks Italia presente in esclusiva su Sky (canale 130) che trasmette gli show di maggior successo locale ed internazionale come i reality Geordie Shore e MTV Super Shore, le serie, le produzioni internazionali, le produzioni locali originali come 16 Anni e Incinta, Ridiculousness, #Riccanza, Mamma che Riccanza, Ex On The Beach Italia e gli eventi internazionali, MTV EMAs, MTV Movie Awards, MTV Video Music Awards, e locali. Viacom International Media Networks Italia è guidata dall’A.D. Andrea Castellari.

Viacom International Media Networks

Viacom è uno dei principali network globali produttori di contenuti di intrattenimento. Grazie al suo ampio portfolio di brand e alle innumerevoli piattaforme, sia di proprietà che di terzi, utilizzate per la distribuzione di tali contenuti, Viacom è in grado di raggiungere ogni tipologia di audience. I brand VIMN sono complessivamente disponibili in oltre 3,4 miliardi di case in tutto il mondo in circa 180 Paesi, tradotti in 40 lingue e distribuiti attraverso più di 200 canali TV gestiti a livello locale e più di 550 TV properties sui media digitali e mobile. In Italia, Viacom possiede al 100% i brand MTV, Nickelodeon, Comedy Central, Paramount Channel, VH1 e Spike, distribuiti a livello lineare sulla piattaforma Sky (MTV, MTV Music, MTV Hits, MTV Rocks, Comedy Central, Nickelodeon, NickJr e TeenNick) e sul fta (Paramount Channel, VH1 e Spike e Super! in JV al 50% con DeAgostini Editore) e a livello non lineare. Andrea Castellari è l’Amministratore Delegato di Viacom International Media Networks Italia. Web: Viacom Italia. La concessionaria è Viacom Pubblicità & Brand Solutions. Web: Viacom Pubblicità.

Porta in ospedale la figlia di 4 mesi: “Non respira!”, ma era stato lui a stuprarla e ucciderla

Doctor rushing in hallway

Si è precipitato in ospedale con la figlioletta di 4 mesi in braccio urlando di averla trovata esanime nella culla, senza più il respiro. In realtà le indagini della polizia hanno appurato che ad ucciderla era stato proprio lui, stuprandola prima e strangolandola subito dopo.

Questa orribile storia di violenza domestica arriva da Huehuetoca, cittadina del Messico. E’ qui che Leonardo N, 43 anni, è stato arrestato per aver violentato la figlia di appena 4 mesi e per averla uccisa in malo modo.

Il tentativo di portarla in ospedale e di far finta di nulla non ha funzionato: i medici, constatando il decesso della piccola, avevano subito notato che la bimba riportava segni di violenza ed avevano quindi allertato le autorità. Autorità che poi, con delle indagini a dir la verità piuttosto brevi, hanno appurato il tutto: era stato quell’uomo ad aver ucciso sua figlia, peraltro dopo aver abusato di lei.

Gli accertamenti clinici disposti dal giudice sul corpicino della vittima hanno confermato che la bimba era stata vittima di atroci violenze. Il padre, interrogato dalla polizia, ha provato a giustificarsi, ma nel tentativo di farlo si è incartato in una serie di contraddizioni. Ora il 43enne è in stato di arresto con l’accusa di omicidio ed è stato trasferito nel carcere di Cuautitlan dove vi rimarrà per tutta la durata del processo.

In Messico storie di violenza sono purtroppo all’ordine del giorno, tanto è vero che lo stato dell’America centrale è uno dei più soggetti ad episodi di questo tipo. In Messico vige purtroppo un alto tasso di violenza domestica e di criminalità, e la battaglia contro questi fenomeni è ancora oggi molto attuale.

Mahmood si sente male: annullata l’ospitata a Sanremo Young

mahmood

Mahmood si sente male e diserta l’ospitata a Sanremo Young. Il vincitore della 69esima edizione del Festival di Sanremo era stato annunciato come uno degli ospiti della prima puntata del nuovo talent di Rai 1: ospiti d’onore sarebbero dovuti essere John Travolta e Mahmood, per l’appunto. Peccato però che il cantante abbia dato buca a causa di problemi di salute.

E’ stata la stessa Antonella Clerici a spiegare il motivo di tutto ciò, e a quanto pare Mahmood non si sarebbe potuto presentare nello show di Rai 1 per via di un “febbrone da cavallo” che lo ha costretto a letto. Questo infatti non è l’unico impegno che il vincitore di Sanremo 2019 si è visto costretto ad annullare: la febbre che si è preso lo ha costretto a ribaltare completamente l’agenda degli impegni.

Oltre all’annuncio dato da Antonella Clerici, anche Mahmood si è sentito in dovere di spiegare ai fan e ai telespettatori il motivo della sua assenza. Attraverso i suoi canali social ha spiegato che la febbre lo avrebbe costretto a fermare il tour de force post Sanremo. “Ciao ragazzi – ha scritto -, ho una notizia brutta per voi: oggi sono barricato in casa con l’influenza. Però c’è una bella notizia, e cioè che è uscita la classifica Fimi e il brano ‘Soldi’ è finito al primo posto”.

A questo punto ci si aspetta che Mahmood recupererà questa mancata ospitata nel corso delle prossime settimane, per cui è altamente probabile che finiremo per vederlo ospite a Sanremo Young in una delle prossime puntate. Tutto ciò dovrà comunque combaciare con i suoi impegni musicali, in quanto dal 22 febbraio il cantautore sarà impegnato con l’instore tour di Gioventù Bruciata, il suo primo album.

Se la ludopatia colpisce anche gli sportivi

Ludopatia
Ludopatia

La ludopatia non è un problema che riguarda esclusivamente la gente comune, ma coinvolge anche personaggi del calcio e dello sport in genere. Il punto di crisi sembra essere stato raggiunto ed i bookmaker sono chiamati ad un maggiore impegno per arginarlo. Conoscere nomi e cognomi di chi tra loro scommette regolarmente non è certo facile, ma le segnalazioni di sportivi che hanno l’abitudine di piazzare scommesse fuori controllo ha subito un vertiginoso aumento.

Il PPF, il quale rappresenta calciatori di una certa importanza, giocatori di rugby, di cricket e altri sportivi, ha spesso sollecitato i bookmaker ad assicurare che gli accordi di sponsorizzazione con uno sport prevedano l’istruzione obbligatoria sui rischi del gioco d’azzardo per i partecipanti. Il campanello d’allarme era già suonato tre anni fa, allorquando la PPF aveva pubblicato gli allarmanti risultati di una ricerca, i quali mostravano come gli sportivi professionisti avevano una probabilità tre volte maggiore rispetto alle persone comuni di sviluppare la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Giusto per capire quanto sia mentalmente alienante la ludopatia, un anno e mezzo fa il Daily Telegraph, durante il lancio della sua campagna “Sports Mental Health Crisis”, mise sul piatto una notizia che scioccò tantissime persone: il principe Harry aveva rivelato in un’intervista esclusiva che di aver avuto l’intenzione di scommettere sulla morte della madre.

Ci sono diverse cliniche al mondo che trattano gli sportivi dipendenti da alcol o droga. Negli ultimi anni, sono aumentati in misura spropositata il numero di queste persone che si rivolgono alle suddette cliniche per aiutarli a battere la dipendenza dal gioco d’azzardo. Secondo un recente sondaggio, la ludopatia è la causa di molti suicidi, più di qualsiasi altra dipendenza.

Sul sito della PPF ci sono alcune testimonianze di ex calciatori della Premier League, come Clarke Carlisle, John Hartson, e Scott Davies, ognuno dei quali ha combattuto contro la dipendenza ed ha evidenziato i suoi effetti devastanti.

Il rapporto tra lo sport e il gioco d’azzardo è un problema serio. La pubblicità e la promozione legate ad esso sono incorporate nello sport professionistico in generale e nel calcio in particolare. Ci sono tantissime piattaforme online che si occupano di scommesse sportive, le quali hanno ottenuto l’autorizzazione da parte dell’ADM (Agenzie Dogane Monopoli). Su questi siti scommettere è abbastanza facile: basta semplicemente registrarsi per aprire un conto.

Ma non è solo l’aspetto sportivo ad attirare tantissime persone verso questi siti Web dedicati al gioco d’azzardo. Se sono tanti quelli che mettono a disposizione, non solo gli avvenimenti su cui puntare soldi, ma anche altre tipologie di gioco, ce ne sono altrettanti che sono dei veri e propri luoghi di piacere ludico.

Quanto detto sopra non è un’accusa al gioco d’azzardo. In fondo, parliamo di qualcosa che non rientra nell’ambito dell’illegalità, anche se ci sono ancora piattaforme che non dovrebbero esercitare nel nostro paese in quanto non posseggono le autorizzazione necessarie. Ognuno, persone sportive incluse, è libero di spendere i propri soldi come meglio crede. Se si iscrivono al casinò online NetBet, ad esempio, sono consapevoli dei rischi che corrono, sia a livello economico che mentale. Ma parliamo di una piattaforma perfettamente legale, libera di raccogliere utenti e di mettere a disposizione vari giochi online. Basta fare una ricerca online per rendersene conto.

Il problema semmai è la legalità nell’ambito sportivo. Se un calciatore o un giocatore di basket, preso dal vizio del gioco d’azzardo, scommette contro la propria squadra per racimolare un bel po’ di soldi, sta violando apertamente le regole sportive, nonché truffando indirettamente chi su quella squadra ha puntato dei soldi. Il passato è testimone di queste nefandezze. Basta ricordare cosa accade in Italia nel 1980.

All’epoca, la stagione calcistica venne falcidiata da scommesse clandestine messe in atto da calciatori e bookmaker illegali. Soprannominato Totonero, le scommesse clandestine portarono a truccare diverse partite di Serie A e B. Le squadre coinvolte furono diverse: Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Perugia, Pescara in serie A e Genoa, Lecce, Palermo, Pistoiese e Taranto in B. A pagare maggiormente furono Milan e Lazio, entrambe retrocesse in Serie B. Scattarono le manette per diversi giocatori e, al termine dell’inchiesta da parte della Procura Federale della Federcalcio, una larga fetta venne anche squalificata.

Tutto questo fa capire come il gioco d’azzardo è un cancro che divora piano piano dentro e che può colpire chiunque, anche chi nello sport dovrebbe dare l’esempio.

Nel mondo, ci sono molte associazioni di sportivi che fanno un ottimo lavoro educativo verso gli atleti che ne fanno parte. Mentre l’ambiente di gioco si evolve sempre più, queste associazioni cercano nuovi modi per interagire con loro. I protagonisti coinvolti devono essere consapevoli del loro dovere verso il pubblico che li segue, mantenendo intatta quella “mitica figura” davanti ai loro occhi.

Tre anni fa, il PPF pubblicò uno studio su quasi 350 calciatori e giocatori di cricket. Un intervistato su 10 dichiarò di giocare per “adattarsi”, mentre uno su quattro invece di essere incoraggiato dai compagni di squadra a farlo. Insomma, gli sportivi scommettono.

I legami tra sport e bookmaker sono cresciuti negli ultimi anni, tanto che molte squadre sparse per il mondo esibiscono i loghi delle piattaforme di gioco sulle loro magliette. Non solo. La Football League inglese ha tra i suoi sponsor la Sky Bet, sito Web di scommesse. Quante volte capita che, durante la trasmissione di una partita di calcio, le interruzioni pubblicitarie includono una pubblicità sul gioco d’azzardo? E’ una strategia ben studiata, la quale vuole inconsciamente portare lo spettatore a piazzare qualche scommessa live sull’evento trasmesso. Non c’è nulla di male, ci mancherebbe. In fondo, la pubblicità serve proprio a questo.

Di recente, varie associazioni calcistiche hanno deciso di tagliare tutti i legami commerciali con le società di scommesse, ma non perché le accusassero di qualcosa in particolare, ma soltanto per un conflitto di interessi palese, dovuto alla figura di regolatore da parte dell’associazione stessa, la quale è chiamata a vigilare sull’operato dei calciatori.

Per concludere, in Italia il governo Cinquestelle-Lega ha fin dall’inizio manifestato l’intenzione di limitare o bandire le pubblicità sulle varie tipologie di gioco d’azzardo. Anche se l’intenzione va in porto, resta sempre quello sommerso, ossia quello illegale. Secondo un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, il valore effettivo del gioco d’azzardo illegale è di circa 20 miliardi. Quindi, limitare gli orari delle slot machine e creare distanziometri, come sta già avvenendo, non risolve il problema. Se uno continuerà ad essere ostacolato, l’altro prenderà sempre più forza e potere. Con un’unica differenza: è illegale.

A Foggia un uomo diventa padre a 93 anni! La mamma ne ha 42

neonato

Ieri, guarda caso proprio nel giorno di San Valentino, è venuta alla luce una notizia davvero incredibile. In Puglia, e più in particolare a Cerignola, una coppia alquanto atipica ha dato alla luce un bambino. La mamma ha 42 anni, e fin qui tutto piuttosto normale, ma il dato davvero sconcertante riguarda il papà che, udite udite, ha la bellezza di 93 anni! Proprio così: presso l’ospedale Tatarella di Cerignola è nato un bambino frutto di un rapporto tra una donna marocchina e un ex fabbro in pensione originario di Canosa di Puglia, nato ben 93 anni fa!

I due formano una coppia regolarmente sposata dal 2015 e vivono insieme ad Orta Nova, in provincia di Foggia. Non è ancora chiaro se la gravidanza sia stata effettivamente cercata dalla coppia, ma quel che sembra certo è che il 93enne, al di là di tutto il resto, sia effettivamente il padre biologico del bambino (ha anche ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con la moglie proprio nove mesi prima).

I medici lì per lì non hanno creduto alla testimonianza dell’uomo, ma poi hanno deciso di fidarsi del racconto della coppia. La scoperta di questa famiglia atipica ha lasciato a bocca aperta medici e infermieri, che nel giro di poche ore hanno fatto circolare la notizia in tutto l’ospedale fino a farla esplodere anche fuori da quelle quattro mura. Tutta Italia quindi, oltre ad augurare il meglio al nuovo arrivato, si starà ponendo una sola domanda: ma come è possibile che un uomo di 93 anni sia ancora fertile?

A rispondere al quesito ci ha pensato il portale Medicina Online, che ha spiegato come effettivamente l’uomo, al contrario della donna, possa essere potenzialmente fertile per tutta la vita. “La produzione di gameti, cioè di spermatozoi – si legge – è un processo che non si ferma mai. La spermatogenesi da cui si generano appunto nuovi spermatozoi si svolge ininterrottamente all’interno dei testicoli, ed è un processo che dura tutta la vita. Tale ciclo produttivo dura 70 giorni circa, perciò ogni tre mesi un uomo rinnova interamente il suo patrimonio di spermatozoi. Ciò accade dalla pubertà fino alla vecchiaia, anche inoltrata”.

Uomini e Donne, che figuraccia: Nino Castanotto finirà in manette?

Nino Castanotto

In questo periodo Striscia la Notizia si sta occupando di Nino Castanotto, il volto di Uomini e Donne che è finito sotto accusa per truffa. La notizia ha fatto il giro del web anche per via dei risvolti che questo fatto sta creando, ma cerchiamo di capire meglio ciò di cui si sta parlando.

Nino Castanotto altro non è che uno dei volti più noti del trono over di Uomini e Donne. Striscia la Notizia in questi giorni gli ha dedicato un po’ di spazio perché sembra che tale Nino abbia truffato alcuni clienti della sua agenzia di viaggi. Castanotto avrebbe commesso gravi illeciti ai danni di alcuni suoi clienti, sottraendogli diverse migliaia di euro. Tutti questi soldi sarebbero quindi stati trattenuti da lui e conservati non si sa dove.

A riferire quella che ha tutta l’aria di essere una grossa truffa è stata proprio una sua ex dipendente. La donna ha rivelato che queste truffe sarebbero andate avanti imperterrite per più di 18 anni e che gli atti illeciti sarebbero innumerevoli. Sulla questione pare stia indagando anche la trasmissione Uomini e Donne.

Dopo queste rivelazioni choc si è messa in moto tutta una macchina, il cui compito sarà proprio quello di fare chiarezza su una vicenda che ha dei contorni estremamente torbidi. Resta da capire non solo se Nino Castanotto verrà chiamato ad affrontare un procedimento legale (anche se la cosa è altamente probabile), ma anche se la trasmissione di Maria De Filippi troverà mai il coraggio di allontanarlo una volta per tutte.

Questa comunque non è la prima volta che nel salotto di Uomini e Donne circolano personaggi di dubbia trasparenza: prima del caso Castanotto, la De Filippi si ritrovò ad affrontare situazioni simili con Claire e Gian Battista, nonché con Sara Affi Fella.

The Voice of Italy, scelti tre giudici su quattro: ecco chi sono

The Voice of Italy

Sembra proprio che The Voice of Italy stia per ripartire: la messa in onda della prima puntata sarebbe stata fissata per martedì 16 aprile. Mentre rimaniamo in attesa di ricevere conferma su questa data, nel frattempo emergono interessanti novità che riguardano il talent musicale condotto da Simona Ventura. A divulgarle è un noto settimanale che sui movimenti interni al mondo televisivo è sempre piuttosto informato.

Ebbene, secondo questa autorevole fonte, la Ventura, di comune accordo con gli autori del programma, avrebbe scelto tre dei quattro giudici di The Voice. Un posto andrà a Morgan, già giudice di X Factor, e un altro posto andrà alla star del web e dei reality Elettra Lamborghini. Il terzo posto andrà anche quest’anno ad un rappresentante del mondo rap e più in particolare a Gué Pequeno, che ultimamente abbiamo visto sul palco del Festival di Sanremo in un duetto con Mahmood (poi eletto vincitore).

La fonte non si pronuncia invece sul quarto nome. Inizialmente sembrava che a ricoprire il posto rimasto vacante potesse essere Sfera Ebbasta. Il trapper, però, travolto dalla tragedia di Corinaldo e dalle critiche che questo fatto ha scatenato, pare sia stato messo da parte dal programma (se non altro per una questione di opportunità). Il quarto giurato è quindi ancora da definire, ma pare che vi sia uno scontro in essere tra un big della musica leggera ed un rappresentante della musica per così dire “più giovane”.

Smentita una volta per tutte l’ipotesi Asia Argento, così come è certo al 100% che né Fabrizio CoronaJ-Ax finiranno per ricoprire quel ruolo. Lo stesso J-Ax, intervistato sulla questione, ha affermato di voler prendere le distanze da un programma da cui ormai “non si può avere di più”. “Andare oltre è difficile – ha detto – per cui preferisco concentrarmi su proposte che ritengo più interessanti”.

Belen Rodriguez torna in Rai e parla di Maria De Filippi

belen rodriguez struccata e con peli in vista

In questo momento Belen Rodriguez si trova fuori Italia: la showgirl è in Argentina, dove sta trascorrendo una vacanza in compagnia della famiglia. Tuttavia Belen ha comunque trovato il tempo per concedere un’intervista a Repubblica, e con l’occasione ne ha approfittato anche per chiarire alcuni gossip che in questo periodo la stanno chiamando in causa.

Sulle dichiarazioni di Rocco Papaleo, che alcuni giorni fa affermava di non aver mai parlato con Belen nel dietro le quinte di Sanremo 2012, dove entrambi erano co-conduttori, la showgirl ha risposto: “Non è affatto vero che ci parlavamo solo sul palco e che dietro le quinte non ci rivolgevamo parola. La sua sarà stata una battuta, spero. Figuriamoci, chi mi conosce lo sa, io parlo con tutti. Per me il Festival ha rappresentato una tappa fondamentale della mia vita”.

Sempre in riferimento a Sanremo, Belen tornerà in Rai dopo diversi anni di fedeltà a Mediaset e lo farà partecipando come giudice a Sanremo Young, la trasmissione condotta da Antonella Clerici che prenderà il via proprio domani, venerdì 15 febbraio. Su questo suo ritorno in Rai, ha detto: “Sono tanti anni che lavoro in esclusiva per Mediaset, però il Festival è il programma a cui sono più affezionata di tutti. Quando mi hanno proposto questo show non ho avuto alcun dubbio”.

Su Maria De Filippi, invece, si è lasciata andare a parole lusinghiere: “Sono nove anni che lavoro con Maria. Col tempo ho cominciato ad osservarla meglio perché tutto ciò che dice nasconde un motivo. Stare con lei è come fare una seduta di analisi, un’esperienza incredibile, che non ha prezzo. Se non impari qualcosa da lei significa che sei stupida”.

Silvio Berlusconi a ruota libera in Tv: “Italiani che non mi votate, siete pazzi!”

silvio berlusconi

L’ospitata di Silvio Berlusconi a Pomeriggio 5 ha fatto molto discutere. L’intervento che il leader di Forza Italia ha fatto nel salotto di Barbara D’Urso è durato appena un quarto d’ora, ma in quei quindici minuti ha parlato a ruota libera e si è tolto non pochi sassolini dalle scarpe. Berlusconi ha esordito dicendo: “Ovunque vado mi fermano, chiedono di farsi le foto con me. Poi però quando si va a votare sapete in quanti votano per Silvio Berlusconi? Cinque-sei italiani su cento! Mi sembra una cosa fuori dal mondo e credo proprio che gli italiani siano quasi tutti fuori di testa”.

Berlusconi non ha nascosto il proprio fastidio dato dall’essere stato messo da parte alle urne. Il fatto che la sua forza politica si sia ridotta ad una forza di nicchia, in sostanza, non gli va proprio giù. “Ma gli italiani dove hanno messo la testa? Si guardino allo specchio! Penso – ha aggiunto – che gli italiani siano impazziti, perché hanno affidato l’azienda Italia a qualcuno che non la conosce, che non ha mai lavorato né studiato e che è in grado solo ed esclusivamente di parlare”.

Dopo di che Berlusconi ha cominciato a fare un paragone tra lui e Luigi Di Maio. “Ma possibile – ha detto – che diamo l’Italia in mano a Di Maio? Siete tutti pazzi, gli italiani sono fuori di testa, sono un popolo di matti!”. Il leader di Forza Italia ha quindi confessato di essere preoccupato per l’Italia e per il suo destino. “Non vedo grandi prospettive per il Paese. Ho ripreso a lavorare e per senso di responsabilità ho deciso di candidarmi in Europa. Ho già trovato un appartamento in affitto, che forse comprerò pure, a Bruxelles, perché ho intenzione di dedicare del tempo a questa mia prossima missione”.

Ma da parte sua non sono mancate critiche anche nei confronti di Mediaset e del suo “apparato”. Il motivo? Le trasmissioni non lo inviterebbero più come prima. “Ho incontrato Confalonieri – ha spiegato – e gli ho detto che non lo saluto più perché non mi fa più andare in tv. Voi qui invitate Di Battista e non me. Ma poi chi è Di Battista?”, ha detto rivolgendosi a Barbara D’Urso.

Sanremo 2019, polemica su Virginia Raffaele: “Ha invocato Satana”

virginia raffaele
Photo Credits: Getty Images

Virginia Raffaele è stata la regina di questa 69esima edizione del Festival di Sanremo, ma alcuni suoi sketch non hanno mancato di generare qualche polemica. Uno su tutti, quello in cui impersonava un giradischi.

La Raffaele, impersonando per l’appunto un giradischi, ad un certo punto ha simulato il malfunzionamento dello strumento e, fingendo un inceppamento, ha pronunciato più e più volte la parola “Satana”. Si è trattato di uno sketch divertente e leggero, da cui è venuto fuori anche il grande talento della comica romana. Peccato però che quello sketch non sia piaciuto ad alcuni telespettatori ed in particolare a quelli della testata In Terris, che è stata la prima ad accendere la polemica.

Secondo la suddetta testata, l’esibizione di Virginia è equiparabile ad una invocazione a Satana. Don Aldo Bonaiuto ha scritto: “Pur non comprendendo quale fosse il reale intento, se ridicolizzare o, ancora peggio, inneggiare il nome di Satana in prima serata su Rai Uno, ritengo si sia trattato di uno scivolone sconcertante”. Il parroco ha poi aggiunto: “Non si è tenuto conto della fede di tanti cristiani che seguivano uno dei programmi più amati dal popolo italiano, mancando così di rispetto soprattutto alle tante persone che sono oppresse per davvero dalle forze del male”.

Nelle ore successive, sulla questione è naturalmente intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che pur non trattandosi affatto di una questione politica (e tanto meno di ordine pubblico…), come suo solito ha comunque voluto illustrare il proprio punto di vista. Salvini si è schierato dalla parte di don Aldo Bonaiuto affermando che “non si può sottovalutare il problema delle sette sataniche”. “Questo – ha aggiunto il leader leghista – è un problema preoccupante, che apparentemente sembra lontano dalla vita di tutti i giorni ma che invece è molto più vicino e frequente di quanto si pensi”.

Decreto sicurezza, primi effetti: migranti irregolari aumentano a 670mila

migranti

Come ampiamente anticipato da diversi osservatori, il chiacchieratissimo decreto Sicurezza e immigrazione, che porta la firma del ministro degli Interni Matteo Salvini, sta cominciando a produrre l’effetto esattamente opposto rispetto a quello sperato. Da una parte va a diminuire sensibilmente le tutele e le garanzie che venivano riservate ai richiedenti asilo, e dall’altra sta già cominciando a creare decine di migliaia di nuovi irregolari.

La decisione di eliminare l’istituto della protezione umanitaria, sostituendolo con sei fattispecie per le quali è ancora possibile ottenere dei permessi speciali, è quella che di fatto sta producendo il risultato più scioccante. Come spiega il ricercatore dell’ISPI, Matteo Villa, “il decreto Sicurezza potrebbe aggiungere al numero dei nuovi irregolari ulteriori 70.000 irregolari, più che raddoppiando i nuovi irregolari presenti in Italia. Se la cosa dovesse proseguire con i ritmi attuali, i rimpatri degli irregolari sarebbero del tutto marginali rispetto al fenomeno in essere: per rimpatriarli tutti sarebbero necessari 90 anni, e solo a patto che nel prossimo secolo non arrivi più alcun irregolare”.

Ma esattamente qual è il nesso che lega l’abolizione della protezione umanitaria all’aumento di migranti irregolari? “I richiedenti asilo che sono ancora in attesa di una valutazione della loro domanda – spiega l’esperto -, non potendo più fare affidamento alla protezione umanitaria, correranno un maggior rischio di vedersi negare un livello di protezione, scivolando di fatto nell’irregolarità”. Inoltre, quelli che la protezione umanitaria l’hanno già ottenuta non saranno più nelle condizioni di poter richiedere un rinnovo, cosicché anche loro, spiega Villa, diventeranno irregolari.

Insomma, il decreto Sicurezza tanto voluto dal ministro Salvini sta iniziando a generare migliaia di nuovi clandestini in giro per l’Italia e, di questo passo, entro il 2020 i migranti irregolari in Italia saranno almeno 670mila. Ad appesantire il tutto v’è poi la diminuzione del numero di rimpatri: bizzarro a dirsi, ma con la Lega agli Interni i rimpatri degli irregolari sono inferiori rispetto a quelli che ci furono lo scorso anno sotto il governo Gentiloni.

Mahmood, Eurovision in forse: perché il vincitore di Sanremo 2019 potrebbe non andarci

mahmood

Ha vinto il Festival di Sanremo 2019 e la sua vittoria ha scatenato un mare di polemiche, ma nonostante questo Mahmood va avanti per la sua strada ed ora sta cominciando a pensare a cosa fare della sua carriera. Intanto, uno degli appuntamenti più importanti a cui si dovrebbe preparare è l’Eurovision Song Contest che come da tradizione si terrà nel mese di maggio e che stavolta, a rappresentare l’Italia, vedrà proprio Mahmood.

Tuttavia sembra che la cosa, almeno stavolta, non sia così scontata: la presenza del cantante al festival musicale europeo non viene affatto considerata certa e a confermarlo è stato lui stesso ai microfoni di Rtl. Incalzato dai giornalisti, Mahmood ha risposto: “Per quanto riguarda l’Eurovision vi farò sapere perché è tutto un work in progress. Stiamo ancora guardando un paio di cose, vi farò sapere al più presto”. Quali siano queste “cose da definire” naturalmente non è dato sapere, ma l’augurio è che alla fine della fiera Mahmood riesca ad andare a Tel Aviv, in Israele, dove si terrà la prossima edizione della kermesse musicale più amata d’Europa!

Sulle critiche che hanno travolto la sua vittoria e sulle polemiche inscenate da Ultimo, invece, il cantautore ha risposto: “Questo è un momento molto bello per me, e ho intenzione di godermelo al cento per cento. Preferisco far passare tutto il resto in terzo piano. Posso dirvi – ha aggiunto – che sono felice e che è stato tutto piuttosto veloce. Mi sono sempre dato da fare, per me è già stata una grande vittoria riuscire ad arrivare al Festival. Mai e poi mai mi sarei immaginato di vincerlo”.

In effetti Mahmood ha dimostrato sin da subito di non essere interessato alle polemiche e alle critiche che circolano sul suo conto e, soprattutto, sulla sua vittoria. Anzi, qualche giorno fa, ospite di Domenica In, il vincitore di Sanremo 2019 aveva persino giustificato il collega Ultimo e le sue pesanti accuse: “Dietro il Festival c’è tanta tensione. Siamo ragazzi, qualche scivolone ogni tanto può pure starci. Capita”.