Papa Francesco e Putin tra i candidati al Nobel per la pace

Visti i venti di guerra in Ucraina potrebbe suonare davvero strano. Eppure questa è la notizia: tra i candidati per il Nobel per la Pace quest’anno c’è anche Vladimir Putin.
La candidatura è stata accettata per il suo ruolo nella crisi siriana, ma sembra evidentemente improbabile che la commissione per il Nobel attribuisca proprio a lui il premio, vista la situazione tanto incerta in Ucraina e considerate le ultime decisioni del leader russo in Crimea. Forse però, proprio questa nomination potrebbe far tornare sui suoi passi e magari far rinsavire Putin, di cui pochi giorni fa la Merkel non aveva esitato a dire: «è fuori dalla realtà».

Dall’altro lato a “concorrere” per uno dei più grandi riconoscimenti mondiali, lo scorso anno attribuito all’Opac, l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, quest’anno c’è anche il pontefice. E proprio Papa Francesco, al termine dell’Angelus della scorsa domenica aveva pregato per l’Ucraina, invitando intensamente al dialogo. «L’umanità – ha detto – ha bisogno di giustizia, di riconciliazione, di pace, e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che ne è la fonte. Entriamo nella quaresima – ha sottolineato – in spirito di solidarietà con quanti, in questi tempi, sono più provati dall’indigenza e da conflitti violenti».

Due personalità opposte, dunque, due simboli diametralmente opposti di una contemporaneità che sembra davvero in cerca di pace.
Ma anche un’altra delle presunte nomination ha suscitato un certo scalpore, dato che più che aver portato pace, ha causato non pochi dissapori internazionali. Si tratta di Edward Snowden, la talpa dell’Nsagate che ha dato il via all’ormai noto Datagate.

Tra gli altri nomi, risalta quello di Malala Yousafzai, la giovane pakistana vittima di un attentato talebano per il suo impegno a favore dell’istruzione femminile.

Oltre ai due nomi che certamente più faranno discutere, sono 278 i candidati, 47 dei quali sono organizzazioni. Nonostante la commissione per il Nobel si rifiuti di rivelare l’identità dei nominati, sono gli sponsor a poter decidere di rendere pubblici i nomi.
Questo, ad esempio, il caso di Putin, promosso per il suo ruolo nell’impedire un attacco armato contro Damasco, e per la spinta a mettere l’arsenale chimico di Bashar al-Assad sotto controllo internazionale.

Per gli altri candidati però, stando alla dichiarazione del comitato norvegese, questi «restano confidenziali per 50 anni, non possiamo confermare i nomi circolati, potrebbe trattarsi di semplici voci». La commissione del Nobel per la Pace ha ristretto la lista tra 25 e 40 nomi e la ridurrà ad una decina entro la fine di aprile. Mentre il vincitore sarà annunciato il prossimo 10 ottobre a Oslo.

[Credits foto: REUTERS/Claudio Peri/Pool]

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