Parigi alle porte della modernità negli scatti di Charles Marville

Prima che i quartieri medievali e un po’ angusti di Parigi fossero distrutti e sostituiti da ampi viali razionalmente organizzati. Prima che la modernizzazione agisse in nome del progresso igienico, economico e sociale. Prima che la Vecchia Parigi diventasse la Ville Lumière con architetture uniformi e spazi aperti come la conosciamo oggi.

Prima che nella seconda metà del XIX secolo il barone Georges-Eugène Haussmann abbracciasse il sogno di Napoleone III di elevare Parigi a grande capitale europea, punto di riferimento al pari di Londra. Prima che il “culto dell’asse“, come veniva chiamata l’ossessione per la linea retta dell’urbanista francese, prendesse il sopravvento senza risparmiare neanche i Giardini del Lussemburgo.

Prima di tutto questo, ci pensò Charles Marville a fissare la memoria della Parigi che fu nella sua macchina fotografica e conservarla nelle fotografie che fino al 4 maggio saranno in mostra al Metropolitan Museum di New York. “Charles Marville: Photographer of Paris” comprende una selezione di un centinaio di scatti che hanno contribuito a fare di Merville, nato Charles François Bossu, uno dei più stimati fotografi del suo secolo, la cui fama arrivò fino alle orecchie dell’imperatore Napoleone III che nel 1862 lo volle come fotografo ufficiale della città di Parigi.

Due anni dopo, nel 1864, cominciò a creare una mappa fotografica che oggi ci restituisce almeno un’idea dell’immensa opera di riurbanizzazione della città dei lumi. Sotto la sua lente emersero i frutti di quella che viene ricordata come “haussmannizzazione”: il fascino che cattura i viaggiatori di tutto il mondo ma anche la desolazione delle periferie sconvolte dal troppo rapido cambiamento.

Anche se la sua raccolta fotografica di Parigi sull’orlo della modernità è considerata tra le più complete mai realizzate, Marville è rimasto a lungo un enigma per gli storici dell’arte” -ha detto Earl A. Powell III, direttore della National Gallery of Art- “Siamo entusiasti di presentare questa nuova ricerca su Marville e sono profondamente grato ai finanziatori, sia pubblici che privati, per aver reso possibile questa mostra“.

Non solo una città sulla soglia del cambiamento ma anche paesaggi e studi architettonici fatti in tutta Europa negli anni ’50 nelle immagini scelte per ripercorrere in tutta la sua profonda vitalità la carriera, finora poco indagata, dell’artista.

[In copertina: Rue de Constantine, 1866]

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