Parmalat: Tanzi condannato anche in secondo grado

    La corte d’appello di Bologna ha condannato Calisto Tanzi a 17 anni e 10 mesi di reclusione per il crac della Parmalat. Il tribunale ha anche deciso una pena di 9 anni, 11 mesi e 20 giorni per Fausto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo. A leggere la sentenza è stato il presidente della corte, Francesco Maddalo.

    Il legale di Tanzi, Fabio Belloni, ha dichiarato: “La sentenza sostanzialmente è in linea per la posizione di Calisto Tanzi con le previsioni che avevamo fatto”. Ma la riduzione della pena (Tanzi era stato condannato a 18 anni in primo grado) non è sufficiente : “C’è un pò di delusione – continua il legale Giampiero Biancolella – perché ci aspettavamo una revisione più sostanziosa della pena. Faremo ricorso per Cassazione”. Tanzi non era presente in aula: “Le sue condizioni di salute sono scadute e non sono certamente buone”, ha dichiarato Belloni. L’ultima dichiarazione di Tanzi riguardo il processo risale al 28 marzo di quest’anno: “Porterò per sempre il peso indelebile per le sofferenze causate a quanti per colpa mia hanno subito danni. Sono oggi pienamente consapevole degli errori che sono stati commessi e della gravità dei danni che i creditori e, soprattutto, coloro che hanno acquistato obbligazioni riferibili al gruppo hanno subito”.

    Il processo del crac Parmalat non è l’unico che coinvolge Calisto Tanzi, che è stato condannato anche nel processo relativo al default di Parmatour, con la pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione. Nel processo Parmatour sono stati condannati anche Stefano e Francesca Tanzi, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni e 5 mesi di reclusione. Inoltre la Guardia di Finanza scoprì nel 2009 un vero e proprio tesoro  nelle soffitte di tre appartamenti di Tanzi: sono state ritrovate opere d’arte per un valore di circa 100 milioni di euro, tra le quali sono presenti capolavori di Van Gogh, Cèzanne, Monet, Ligabue, Picasso, De Nittis, Gauguin, Pizzarro, Grosz e anche un Modigliani. Per questo tesoro è finito nei guai anche un altro membro della famiglia di Tanzi, il genero Stefano Strini.

    Nonostante tutto, da mesi i legali di Tanzi richiedono la scarcerazione del loro assistito. Un primo rigetto all’istanza di scarcerazione c’è già stato nel 2011, ma il 13 marzo scorso il tribunale di Bologna ha depositato un provvedimento per verificare se sia il caso di cambiare decisione a riguardo. I legali porteranno perciò nuove carte per dimostrare le precarie condizioni di salute dell’ex imprenditore.

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