Paura a Los Angeles: sparatoria all’aeroporto, un morto e panico sulle piste

Ennesima sparatoria ieri, questa volta teatro è stato il Terminal 3 dell’aeroporto di Los Angeles, California. Un attacco di follia ha armato il giovane Paul Anthony Ciancia, ventitreenne di Pennsville nel New Jersey che poco prima di sparare ha detto “Voglio uccidere i TSA e i maiali“. Si è scagliato infatti contro il personale di sicurezza del terminal uccidendo Gerardo Hernandez e ferendo un altro agente, sparando a quanto sembra tre colpi in totale. I terminal 2 e 3 evacuati immediatamente.

Tutto è iniziato alle h9:20 del mattino di venerdì :”Era surreale. Io e mia moglie stavamo aspettando il nostro volo per Newark al Gate 33 nel Terminal Virgin e a un certo punto abbiamo visto un fuggi fuggi generale di molte persone verso la nostra direzione con una incredibile paura negli occhi.” racconta un testimone.

Altri testimoni riferiscono che Ciancia prima di sparare ha chiesto loro se fossero o meno addetti alla sicurezza.
Come al solito i vicini di casa lo descrivono come un bravo ragazzo, calmo e tranquillo, come il compagno di stanza e un ristoratore della zona in cui l’assalitore risiede. E come al solito ci si chiede cosa possa essere scattato nella mente di questo giovane. Droghe? Follia inaspettata? Qualcuno però, un ex compagno di università di Ciancia, afferma :”In quattro anni, non ho mai sentito una parola uscire dalla sua bocca. Prendeva il pranzo per se stesso e mangiava da solo, sempre. Non credo davvero di ricordare qualcuno che gli fosse amico”.

Inquietante anche il messaggio che avrebbe mandato al fratello nel quale avrebbe scritto (la polizia non ha confermato) che pensava di togliersi la vita. La famiglia infatti aveva allertato la polizia credendo forse nel suicidio annunciato, anche se il compagno di stanza ha affermato di averlo visto uscire di casa calmo come al solito.

Le immagini della messa in onda in diretta e di alcuni video amatoriali sono davvero incredibili: una marea umana si riversa al di fuori dell’aeroporto e sulle piste e davvero si legge il terrore nei loro volti. Sicuramente il primo pensiero è andato a un attacco terroristico.
Ma questa è solo l’ultima di una lunga serie di sparatorie che l’America è costretta a commentare, che a causa di fatto delle lobby che commerciano armi, non riesce a placare. Il presidente Obama si era impegnato proprio per limitare, nel vero senso della parola, la vendita delle armi ma appunto si è dovuto scontrare con gli enormi capitali d’interesse che gravitano intorno a questo assurdo mercato.

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