Perchè è pericolosa una crisi al buio

    Non sempre le ragioni della politica e quelle dell’economia, quindi dell’interesse comune, collimano. Anzi!

    Ne è un esempio il balletto politico-istituzionale di questi mesi, scatenato da richieste aprioristiche di dimissioni del governo a tutti i costi.

    Ora, l’instabilità politica non è mai considerata un bene, questo è ovvio. Ma ciò che dovrebbe essere ancor più ovvio è che in queste settimane ci si sta giocando il futuro della moneta unica, della sua credibilità e i destini della costruzione dell?Unione Europea.

    Più in concreto, i mercati finanziari sono nervosi da settimane, a causa della sfiducia sul debito sovrano di alcuni membri dell’area Euro, ritenuti troppo disordinati nella contabilità pubblica, tali da porre in pericolo la sostenibilità dei loro impegni verso il mercato.

    A torto o ragione, prima la Grecia, poi l’Irlanda e più di recente il Portogallo sono stati presi di mira da un’ondata turbolenta dei mercati, che hanno fatto impennare i loro spread con i bund tedeschi, anche nell’ordine di 600-700 punti base.

    Non solo; la stessa Spagna, che ha subito un deterioramento dei propri conti pubblici, in questi ultimi due anni di crisi, avendo anche accumulato un alto tasso di indebitamento del settore privato, in passato, sta facendo i conti con una sfiducia dei mercati, che non sfocia, ad oggi, in una vera crisi di nervi, solo grazie alla messa in sicurezza dell’Europa di Paesi collegati come il Portogallo.

    L’Italia, con un debito pubblico vicino al 120%, ha potuto evitare tale nevrosi, solo per il suo basso indebitamento privato e per la tenuta dei conti pubblici, dal 2008 ad oggi.

    Ma pensare che il credito di fiducia che i mercati hanno mostrato all’Italia sia eterno è un grave errore. Oggi più che mai aprire una crisi dagli sbocchi incerti significa alimentare tensioni e paure, tali da rimettere in gioco ciò che di buono abbiamo ottenuto in questi anni: il bene fiducia, appunto.

    Si spera che anche la politica italiana, apparentemente sorda alle istanze del Paese reale, sia più accorta di quanto abbia mostrato, in questi ultimi mesi.

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