Piacenza, scontri davanti all’Ikea: cinque feriti

Scontri e feriti davanti all’Ikea di Piacenza: questa mattina al polo logistico per la distribuzione nel Nord italiana del gruppo svedese si sono vissuti momenti di tensione con cariche della polizia, lancio di lacrimogeni e feriti. Da giorni i facchini del sindacato Cobas sono in agitazione e protestano per chiedere ai vertici dell’azienda condizioni di lavoro eque tra tutti gli operati.

Questa mattina, agli ormai tradizionali picchetti di operai presenti davanti ai cancelli si sono uniti alcuni giovani dei centri sociali, con la polizia che ha sgombrato l’ingresso con una carica e l’utilizzo di lacrimogeni.

Il tutto ha avuto inizio all’alba, quando ad alcuni lavoratori è stato impedito di entrare in azienda: alcuni manifestanti hanno, infatti, reso impossibile l’accesso al polo ed è a quel punto che sono intervenuti gli agenti con cariche e spintoni. Nella ressa, un facchino è andato a finire nel falò acceso davanti all’ingresso dell’Ikea: è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale con un’ambulanza. La situazione è tornata a farsi incandescente a metà mattina, con una nuova carica della polizia e altre quattro persone ferite in maniera non grave. Tre sono manifestanti, che hanno riportato lesioni piccole, con prognosi fino a tre giorni; il quarto ferito è un funzionario di polizia, con una prognosi di cinque giorni.

Nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, i manifestanti non hanno interrotto il presidio: gli operai sono stati raggiunti anche dal sindaco di Piacenza Paolo Dosi e dall’assessore comunale al Lavoro Luigi Rabuffi che stanno cercando una mediazione. Novità potrebbe arrivare da un incontro che si terrà nel pomeriggio in Comune con la presenza dei delegati Cobas. 

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