Pioggia, neve e gelo: la maledizione meteo di Juventus, Milan e Inter

Non solo la Juventus non è mai andata a braccetto con le condizioni atmosferiche poco consone per una partita di calcio, ma certamente i bianconeri sono stati quelli maggiormente presi di mira, anche se involontariamente. D’altronde, più che la partita di ieri, è passata alla storia quella del “Renato Curi” di Perugia il 14 maggio 2000, che consegnò la vittoria dello scudetto alla Lazio all’ultima giornata. Mentre i biancocelesti avevano la meglio sulla Reggina in casa, la Juve di Ancelotti era alle prese con una storica disavventura.

Quel giorno ad arbitrare fu Pierluigi Collina, il quale decise di sospendere l’importantissima gara per impraticabilità del campo. La pioggia infatti aveva reso il terreno del campo di gioco pesantissimo. Nonostante i tentativi da parte della Juventus di rinviare la partita, Collina fra primo e secondo tempo comandò di aspettare il drenaggio di tutta l’acqua; la seconda frazione cominciò con più di un’ora di ritardo, e dopo soli 4′ arrivò il gol del capitano perugino Alessandro Calori, oggi neo-mister del Novara. Un gol, tra l’altro, viziato proprio da un pallone svirgolato da Antonio Conte, colui che avrebbe ripetuto un’esperienza simile alla guida della Juventus più di dieci anni dopo.

In condizioni ancora una volta proibitive per giocare una partita di calcio la Juventus di Luigi Del Neri, annata 2010/2011. I tifosi bianconeri difficilmente rimuoveranno quella pessima fase a gironi dell’Europa Legaue: in seguito a 6 pareggi su 6 partite, la Juventus finì terza dopo Manchester City e Lech Poznan ma davanti al Salisburgo. La penultima gara sancì l’eliminazione, disputatasi in Polonia a quasi 15 gradi sotto lo zero, sotto una bufera di ghiaccio vera e propria. Anche in quel caso l’arbitro volle a tutti i costi portare a termine la gara, nonostante il possibile congelamento da un momento all’altro. Rudnevs portò in vantaggio i padroni di casa dopo qualche minuto e la Juve, pur dominando tutta la ripresa, agguanterà il pari all’84’ con Vincenzo Iaquinta, lanciato a rete da Krasic.

Andando invece indietro nel tempo possiamo parlare di altri due casi in cui la Juventus ha avuto a che fare con neve e gelo. A Torino nel gennaio del 1985 la Juventus deve vedersela con il Liverpool. Il campo è ghiacciato, i tifosi e i calciatori anche, ma si giocò ugualmente e i bianconeri ebbero la meglio grazie ad una doppietta di Zbigniew Boniek.

Dieci anni dopo il pareggio a reti bianche, è proprio il caso di dirlo, della Juventus di Marcello Lippi a Bucarest contro la Steaua. Il campo è tutto bianco, non si vedono le linee ma si deve obbligatoriamente giocare poiché sarebbe stato impossibile trovare una data disponibile a entrambe le formazioni da lì a poco.

La situazione di ieri, invece, ricorda un po’ quanto successo al Milan nell’ormai lontano 1988. I rossoneri si giocavano il passaggio del turno in Coppa Campioni a Belgrado, contro la Stella Rossa. Il 9 novembre Savicevic portò in vantaggio la formazione locale, il Milan sarebbe eliminato, ma l’arbitro sospende la partita per la nebbia imbattutasi sull’impianto serbo. Si è tornati in campo il giorno seguente, e il Milan ha potuto schierare Gullit, che ha trascinato i suoi al pareggio poi alla vittoria ai calci di rigore. Ahimè l’esito è stato ben diverso rispetto a quanto capitato alla Juventus nella giornata di ieri (tra l’altro i rossoneri vinsero quell’edizione della più ambita competizione europea).

Che dire dell’Inter? La neve ha provato a fermare anche una partita dei nerazzurri, ma un certo Ronaldo prese in mano la situazione e nella Coppa Uefa del ’98 ribaltò il risultato a Mosca in una gara contro lo Spartak. Il campo ghiacciato sembra aver esaltato particolarmente l’estro del brasiliano, che, con giocate straordinarie, ha rifilato una doppietta agli avversari.

Ricerca personalizzata