Compri uno pneumatico? Già al momento dell’acquisto occorrerà pensare al suo smaltimento. Chi acquista un pneumatico delle sei aziende socie di Ecopneus (società senza fini di lucro che riunisce Bridgestone, Continental, Goodyear-Dunlop, Marangoni, Michelin, Pirelli)  dovrà infatti versare tre euro come “contributo ambientale” per la sua gestione e smaltimento. L’ecotassa per pneumatici che servirà a coprire i futuri costi di gestione e recupero del pneumatico  quando arriverà a fine vita, è ora operativa..

Fino a ieri, spiega Ecopneus, il costo di gestione e recupero era normalmente inserito nel prezzo del servizio di sostituzione del pneumatico. Per il gommista, non c’era l’obbligo di segnalarlo in maniera visibile sulla fattura. Ora, invece, il “contributo ambientale” per le gomme fuori uso verrà indicato in fattura o sullo scontrino fiscale e peserà sulle tasche dell’acquirente.

Il sistema punta a stroncare il fenomeno dei cosiddetti “copertoni selvaggi”, smaltiti illegalmente e abusivamente. Ogni anno, – fa sapere Ecopneus- in Italia, arrivano a fine vita 380.000 tonnellate di pneumatici. Prima che il nuovo sistema diventasse operativo, circa il 20% veniva raccolto e avviato a impianti per il recupero del materiale (polverino di gomma usato poi come componente dell’asfalto); il 50% finalizzato al recupero energetico (centrali per la produzione di energia elettrica). Del restante 25% non restava traccia, andando ad alimentare le discariche abusive.

Intanto è in arrivo un secondo “ecocontributo”  da versare al venditore che, da ottobre 2011, comprerà un’auto nuova. Il denaro confluirà in un fondo gestito dall’Automobile club italiano, per la raccolta e la gestione dei pneumatici derivanti dalla demolizione dei veicoli.