Portogallo in piena crisi, rendimenti bonds lusitani sù!

    Un’altra brutta notizia, giunta proprio il giorno in cui si riuniva l’Ecofin, il vertice dei ministri economici e finanziari della UE.

    Il portogallo è sì riuscito a collocare i propri titoli sul mercato, addirittura con un rapporto di 1,8, rispetto tra cifra ottenuta e quella programmata, sebbene inferiore alla sua media del 2,2; il fatto è che questa collocazione è avvenuta con rendimenti pari al 4,813%, ben circa 1,5% in più di ciò che sarebbero, senza il maggiore rischio-Paese di questi mesi.

    E così, dopo Grecia e Irlanda, ora anche il Portogallo vede con mano gli effetti drammatici che il suo debito e deficit crescenti stanno imprimendo alle casse già vuote dello stato.

    Il dato, se corroborato dalla crescita zero spagnola del terzo trimestre su quello precedente, ci da l’idea di come tutta la penisola iberica stia ballando sul titanic.

    Se la crescita non arriverà in fretta in Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna, soprattutto i primi tre rischiano un tracollo drammatico, dagli esiti incerti. Qualche giorno fà, il premier portoghese denunciava la volontà di uscire dall’euro, nel caso in cui il Paese non agganci al più presto la crescita. Un’azione sconsiderata, che metterebbe a rischio la solidità del suo debito e la credibilità dell’intero mercato finanziario lusitano.

    Ma il binomio crescita-risanamento è indissolubile. Per questo, nessuno può ancora illudersi con politiche di keynesiana memoria!

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