Portogallo vara manovra anti-deficit

    In contemporanea agli aiuti concessi dall’Europa all’Irlanda, il Portogallo ha varato la sua manovra finanziaria, che tenta di riportare sul binario giusto i conti pubblici del Paese.

    L’obiettivo è di portare il rapporto deficit/pil nel 2011 al 4,6% (oggi è al 7,3%), con tagli alle spese, tra cui quello agli stipendi pubblici, degli investimenti pubblici, congelamento delle pensioni e aumento dell’iva e delle imposte sui redditi.

    Dopo l’approvazione della manovra, i sindacati sono scesi sul piede di guerra, dichiarando che ciò colpirà i lavoratori.

    Soddisfatto il commissario UE per gli affari monetari, che tanto aveva sollecitato, le settimane trascorse, il Portogallo a intraprendere un piano serio di riequilibrio dei conti e di sostegno alla crescita e all’occupazione.

    Mostra ottimismo anche il premier Socrates che rassicura sul fatto che il suo Paese sia in grado di auto-finanziarsi sui mercati, senza, quindi, bisogno di aiuti esterni.

    L’incertezza di queste settimane non ha, però, giovato al Portogallo, che ha visto crescere il suo spread sui bund tedeschi ed esplodere il rischio default a 507,5 punti.

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