Prestiti in Cina stabili nel 2011

    Anche nel 2011, in Cina i prestiti bancari dovrebbero rimanere stabili, intorno a quota 7.500 miliardi di yuan, pari a circa 1.100 miliardi di dollari.

    Lo rende noto fonti vicine al governo, che smentiscono la voce, circolata nei giorni scorsi, secondo cui il governo cinese avrebbe portato il livello complessivo dei prestiti a non oltre 7000 miliardi di dollari.

    Causa di questo calo avrebbe dovuto essere la preoccupazione delle autorità governative e monetarie di Pechino sulla crescita eeconomica disordinata, che sta surriscaldando i prezzi ben oltre il livello accettabile (a novembre, inflazione a 5,1%).

    L’obiettivo del raffreddamento dei prezzi, quindi, sarebbe dovuto passare per l’abbassamento dei prestiti, essendo lo strumento valutario non utilizzabile, a causa della testarda volontà del governo di tenere il tasso di cambio a un livello sottovalutato.

    Ma, a qunato pare, Pechino non sembra intenzionata a sacrificare qualche decimale di crescita, in favore di prezzi più stabili.

    L’auspicio è che in Estremo Oriente non si creino condizioni tali da alimentare bolle speculative. L’economia cinese non è certamente ancora paragonabile a quella della superpotenza americana, ma se dovessero crearsi bolle speculative, con conseguente crollo dei prezzi, a rischio sarebbero le esportazioni dell’Occidente verso la Cina.

    Ma non è un rischio di breve termine, forse!

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