Nuovi sviluppi per Alitalia per cui è stata indetta un’amministrazione straordinaria a sua volta affidata a tre commissari: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.

Il governo ha infine concesso un prestito ponte da 600 milioni concordato con l’Europa ed il cui intento è quello di dar modo alla compagnia aerea di tirare avanti per altri sei mesi in attesa di un compratore che la salvi dalla liquidazione. Un punto che Gentiloni ha tenuto a precisare dichiarando che “gli obiettivi che ispirano in questa decisione di assicurare un ponte di continuità attraverso un prestito oneroso sono quelli di rispondere alle esigenze di continuità e mantenimento di un patrimonio, ma certamente non quelli di immaginare una possibilità di rinazionalizzazione di Alitalia. Questa è stata esclusa dal primo momento e la escludiamo oggi.”

Parole chiare alle quali si sono aggiunte quelle del ministro dello sviluppo Carlo Calenda che ha infatti dichiarato che “questi 600 milioni di prestito ponte da parte dello Stato sono il massimo che oggi sia possibile prevedere e fare.”

James Hogan di Eithad intanto si dice rammaricato per come sono andate le cose ed altresì consapevole del fatto che la compagnia necessita di una ristrutturazione profonda. Motivo per cui appoggia la decisione del cda.

Non è mancata infine, la voce del ministro Graziano Delrio che a sua ha volta ribadito che l’azione è mirata a lavorare su un piano industriale che permetta ad Alitalia di trovare soci capaci ed in grado di investire sulla compagnia, risolvendo quelle carenze che esistevano già prima dell’arrivo delle compagnie low cost. Alitalia aveva infatti delle strategie errate che ora devono essere risolte in via definitiva.

Intanto la compagnia ha fatto sapere che i voli resteranno gli stessi, senza subire modifiche e procedendo in base alla programmazione prevista.

Fonti: Immagine presa da ansa.it