Prima viene denunciato e poi gli vengono affidati i cani che maltratta

Prima denunciato per maltrattamento di animali e poi nominato affidatario degli animali che lui stesso maltrattava.

Sembra impossibile, ma è accaduto ad Afragola, in provincia di Napoli, dove un allevatore clandestino di cani di piccola taglia, Chihuahua e York Shire principalmente, è stato denunciato per allevamento e detenzione illegale di animali, nonché maltrattamento, ma poi gli sono stati lasciati in custodia i cani per l’assenza di altra disposizione idonea.

I primi ad arrivare sul posto, gli uomini della polizia municipale di Afragola e alcuni veterinari della Asl Napoli 2 di Caivano. Circa 22 cani di razza si trovavano in piccolissime gabbie simili a quelle per l’allevamento di galline in batteria, altri erano legati con delle catene estremamente corte che ne impedivano qualsiasi movimento. Una cagna gravida era in pessime condizioni e molti cuccioli ammalati si trovavano in una bacinella senza alcuna coperta che li riparasse dal freddo.

L’uomo non ha voluto dire a chi fossero destinati i cuccioli e sebbene abbia ammesso di aver avuto un pitbull da combattimento non ha saputo giustificarne l’assenza.

Purtroppo l’aspetto peggiore di questa storia sta nei provvedimenti presi, ossia nessuno. Nulla è cambiato, infatti, in seguito al blitz della polizia. Dal momento che nessuna associazione animalista si è proposta di prendere in custodia i poveri animali, il pm della Procura di Napoli Lucio Giugliano è stato costretto ad affidare gli animali allo stesso denunciato.

Non è la prima volta che gli animali vengono affidati ai loro maltrattatori. Tutto questo accade perché lo stato italiano non ha strutture e personale preposto a far fronte a queste situazioni e deve fare affidamento ai rifugi e alle associazioni animaliste che non sempre ne hanno la possibilità. Molti rifugi, tra l’altro, come l’Adla di Ponticelli e la Leda di Acerra, hanno il problema dei fermi imposti dalle rispettive Asl veterinarie a causa di sequestri per abusivismo edilizio.

Così non è possibile affidare gli animali sequestrati ai rifugi che non hanno le condizioni economiche per regolarizzare la propria struttura, ma è possibile lasciarli a persone senza scrupoli che continueranno nei loro traffici, protetti da una legge che sebbene indirettamente, finisce col tutelare chi non lo merita.

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