Processo Ruby, sì al legittimo impedimento ma la Boccassini: “Berlusconi disprezza la corte”

Sì al legittimo impedimento per Silvio Berlusconi: i giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta dell’ex premier nell’ambito del processo sul caso Ruby. Respinto invece quello presentato dai legali del Cavaliere, Longo e Ghedini: la loro assenza è stata ritenuta non giustificata. L’accoglimento del legittimo impedimento fa slittare il processo al 25 marzo con la cancellazione delle udienze previste per il 20 e 21.

Al di là del sì dei giudici alla richiesta di Berlusconi, a far discutere è soprattutto l’attacco del pubblico ministero Ilda Boccassini nei confronti della difesa del leader del Pdl. Prima che i giudici si pronunciassero a favore del legittimo impedimento, il procuratore aggiunto si era espresso in termini durissimi sull’ennesima richiesta di stop alla requisitoria dell’accusa: “In un altro Paese sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui”.

Boccassini aveva chiesto ai giudici di respingere il legittimo impedimento: “Questo processo deve proseguire – le parole del magistrato – non ci troviamo davanti a un legittimo impedimento né per l’imputato Berlusconi né per i suoi difensori. Da 34 anni esercito la funzione di pubblico ministero e non ho mai visto un atteggiamento come questo, salvo in questo processo. Bisogna consentire al pm, che in quest’aula rappresenta lo stato, di concludere la requisitoria”.

Un attacco che rinfocolerà ancor di più le polemiche dei giorni scorsi, con lo scambio di accuse tra Berlusconi, i suoi legali e la magistratura. Un botta e risposta che ha visto anche l’intervento del Capo dello Stato, tirato per la giacchetta dal Pdl, che non sembra essere riuscito a far attenuare lo scontro.

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