Professioni senz’albo, una prospettiva concreta di lavoro

Nel mercato del lavoro odierno gli ordini professionali sembrano spesso giganti macchine farraginose che ostacolano i lavoratori, invece di facilitarne l’ingresso nel mondo dei professionisti di settore. Chi lavora senz’albo, invece, sembra aver trovato la giusta ricetta per farsi spazio nella giungla lavorativa, esercitando la professione in modo indipendente e con stipendi più che dignitosi.

Di fatto, oggi, diverse professioni non regolamentate attirano un numero sempre più crescente di lavoratori e garantiscono un rendimento in termini economici che non può essere ignorato. Chi lavora presso categorie che non prevedono l’iscrizione a un albo, infatti, può arrivare a guadagnare fino a 100.000 euro l’anno. Ma di quali professioni si tratta nello specifico?

Tra le carriere più gettonate quella dell’amministratore condominiale. Le attività e le responsabilità di questi lavoratori sono molteplici: assemblee, sanzioni per i condomini morosi, gestioni dei registri e riscossione dei contributi fra le altre. Ma certamente lo stipendio è proporzionale all’impegno richiesto: arrivando a tenere la gestione di una ventina di condomini, l’amministratore può infatti raggiungere i 4.400 euro lordi mensili.

Anche il lavoro manuale paga. Lo testimoniano i saldatori, che in Italia sono oltre 542 mila e guadagnano dal 30 al 50% in più rispetto agli altri operai. Una professione, quella del saldatore, che richiede più responsabilità di quante si possa pensare. Oltre all’attività di saldatura delle leghe e dei metalli, infatti, questi operai si occupano della manutenzione degli impianti, ma anche della documentazione tecnica di settore. Al suo interno, la categoria presenta numerose specializzazioni tecniche e le più ricercate arrivano a far guadagnare stipendi mensili intorno ai 2.500/3.000 euro.

In crescita anche la professione del tributarista, un libero professionista che si occupa di calcolare le tasse e le imposte che le imprese devono versare, sulla base del fatturato annuo e degli introiti. Una strada interessante per tutti coloro che hanno una preparazione giuridico-economica nel proprio curriculum, ma non senza difficoltà. La professione del tributarista, infatti, richiede una conoscenza molto solida e approfondita del mondo finanziario, ma anche e soprattutto un aggiornamento costante. Gli stipendi per questa categoria si aggirano in media intorno ai 25.000/30.000 euro lordi annui, ma possono arrivare fino a 50.000 euro.

In termini di guadagno, la figura che arriva ad ottenere lo stipendio più alto è quella dell’auditor. Le aziende, infatti, sono sempre alla ricerca di nuovi professionisti e per avere un servizio d’eccellenza sono disposte a pagare bene. Nella pratica, gli auditor si occupano della valutazione dei risultati dell’azienda, individuando i punti deboli e i margini di miglioramento. Poiché la professione si sta ramificando, sono particolarmente ricercati dalle grandi compagnie nazionali ed internazionali per occuparsi di analisi del bilancio, ma anche dell’impatto ambientale e della qualità del prodotto. Gli stipendi? Spaziano dai 40.000 euro lordi annui ai 100.000 euro, sulla base dell’esperienza acquisita.

La crescita di queste ed altre professioni in termini di domanda e offerta, contribuisce certamente a portare avanti la più che discussa questione dell’abolizione degli ordini professionali in Italia. Da diverso tempo ormai ci si domanda se oggi gli albi siano davvero uno strumento di tutela dei lavoratori o se invece non si tratti solo di “scheletri” che tengono in piedi vecchie caste professionali, ostacolando l’inserimento delle nuove generazioni.

Una cosa è certa: attualmente lavorare senza l’obbligo di iscrizione a un albo sembra rendere di più. Mentre architetti, giornalisti e psicologi arrancano nel tentativo di affermarsi all’interno della propria realtà lavorativa, le professioni non regolamentate trovano forza e spazio nel caos assoluto del mercato del lavoro.

[Fonte: ilsole24ore.com]

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